Sarno. Gioia si racconta: “L’assist sbagliato si trasformerà in gol”

Dopo il ritorno a casa: "Mi è servito da esperienza"

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Nel pieno della gioventù diventa facile e istintivo farsi avvolgere da pensieri di fuga e libertà, scappare via da situazioni che vorremmo diverse, per inseguire un mondo che non c’è o allontanarci da problemi che appesantiscono l’anima. La gioventù è quel periodo della nostra esistenza dove bisogna sbagliare per imparare, crescere, maturare. E l’amore dei genitori porta a perdonare qualsiasi gesto, anche una fuga di casa senza preavviso che mette in allarme amici, parenti e, nell’epoca dei social, anche migliaia se non milioni di persone sconosciute che restano in attonita attesa di conoscere come e quando finirà la vicenda. Gioia Aufiero, 21enne di Sarno, ha lasciato mezzo mondo con il fiato sospeso dopo il disperato appello di un padre che chiedeva aiuto per avere notizie di sua figlia, scomparsa senza un motivo apparente. Un genitore perdona anche questo e Gioia è abbastanza matura da avere capito l’errore: “Mi è servito da esperienza”. I motivi che l’hanno spinta a far perdere le sue tracce per 24 ore non possono e non devono essere sparsi ai quattro venti, per una semplice curiosità mediatica. Sono conservati nel suo cuore e lì hanno diritto e dovere di restare.

Gioia è una ragazza come tante altre che insegue i propri sogni e un pallone da calcio, in cerca di quel guizzo vincente che gonfi la rete e apra le porte del suo cuore. “Gioco da quando ero piccola, ho cambiato varie squadre, adesso sto nella Nocerina e sono la punta della squadra. La mia squadra del cuore è la Juventus”, racconta la 21enne con estrema dolcezza e la consapevolezza di aver sbagliato un “assist”. Ma le partite durano 90 minuti e c’è sempre il secondo tempo per rifarsi. “Oltre al calcio ho la passione per la pallavolo” a dimostrazione del suo grande amore per lo sport che al momento sembra occupare la stanza più grande del suo cuore. “Ora studio e cerco lavoro. Non sono fidanzata e non sono fuggita per amore”.

Sarebbe scontato e vano chiederle di ricostruire la sua breve fuga, ma fra i mille pensieri e ricordi passatele per la mente non dimenticherà mai la fermata alla stazione di Napoli: “C’era un pianoforte, tutti suonavano e ballavano, così ho passato un po’ di tempo a guardarli”. Un quadro di una giornata che nasconde un animo profondo, poetico, una vena di malinconia… sensazioni comuni ad ogni fanciullo, all’essere umano di qualsiasi età. “Mi sento di dire ai giovani che scappare non serve a niente, peggiori solo le cose, così non si risolve nulla – ha aggiunto Gioia -. Quando qualcosa non va bisogna parlare”. La lezione è stata percepita e quell’assist sbagliato nel primo tempo si è trasformato in gol nella ripresa.

Luigi Ciamburro