Pagani, si arrampicano sugli alberi: cercavano i Pokémon

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Caos al rione palazzine, adolescenti arrampicati sugli alberi mettono in agitazione tutti. Stavano cercando i pokémon.

Singolare quanto bizzarra vicenda quella successa nel popoloso rione della città di Pagani. Qualche giorno da, in pieno pomeriggio, un gruppetto di ragazzi si è letteralmente arrampicato sulle piante presenti in piazzetta Villa Maria destando la preoccupazione dei più.

Alla base del caos, il gioco che più sta facendo impazzire piccoli e adulti: si chiama Pokémon Go e, messo sul proprio smartphone (di qualsiasi tipo, la app è disponibile per tutti i sistemi operativi) consente di stanare eventuali pupazzetti nascosti in tutta la città e non solo. Giocare è semplice: basta aprire l’app, creare un profilo/personaggio personale, e farlo muovere in un sentiero dettato direttamente dal segnale GPS. In pratica, l’omino si muove secondo la direzione e le strade che si prendono. Se lungo il tragitto compare un pokémon, si aziona la fotocamera posteriore e si inizia a giocare lanciando una poké ball contro il mostriciattolo. Se la traiettoria di lancio è corretta (mediante strisciata sullo schermo, il vero rompicapo del gioco), la poké ball si apre e il mostro è catturato.

Di mostriciattoli, in giro per Pagani, ce ne sono di diversi. Nascosti negli angoli più impensati. Parecchi stanno vicino alla statua di Sant’Alfonso in piazza, qualcuno anche dietro l’auditorium. Qualche altro sulle piante di piazzetta Sant’Anna. E presi dalla foga di recuperarli, alcuni ragazzini non ci hanno pensato due volte: si sono arrampicati e hanno azionato il cellulare, rischiando però anche di cadere.

“Io li avrei ammazzati! – ha dichiarato una mamma – mi giro…li trovo sugli alberi. Vado per chiedere cosa è successo, mi sento dire niente. E non accennavano a scendere. Si sono fermati i vigili, stavamo chiamando pure i pompieri, ci stavamo impaurendo per davvero. Vai per chiedere il motivo…stavano cercando di afferrare il pokémon. Questa situazione sta sfuggendo un po’ di mano a tutti”.