A Nocera Superiore regna un intrigante e nauseabondo mistero da via Lamia a via Cupa Sorvello, passando per via Petraro Pucciano, dove i cittadini da almeno quattro anni avvertono miasmi di dubbia provenienza che giungono a ondate, soprattutto nelle ore serali. Qui si concentra l’area industriale del paese, quasi a ridosso di un’area agricola-collinare dove si coltivano anche prodotti da orto ed è presente un numero ristretto di capi di bestiame. Qui industria, agricoltura e allevamento si intersecano con l’arteria autostradale A3 Napoli-Salerno, concentrandosi in un’area territoriale alquanto estesa e dimenticata dalle istituzioni, dove in parte manca ancora l’illuminazione pubblica nonostante la presenza di molte abitazioni.
In questi giorni giungono segnalazioni di esalazioni vomitevoli che causerebbero bruciore alla gola. Una puzza che ricorda colla o vernice, secondo alcuni, liquami animali o plastica bruciata secondo altri. A quanto pare, potrebbero esserci più cause a scatenare l’allarme e le preoccupazioni dei cittadini di via Lamia e via Cupa Sorvello.
«Non ci sono dei giorni precisi in cui si sente. Di solito verso le 21.00 si comincia ad avvertire questa puzza; la gola brucia e non si riesce a respirare – racconta una residente mei pressi di via Lamia -. Ci sono persone che la notte si devono barricare in casa, in quanto le correnti o gli aeratori sono direzionati in maniera più diretta verso le loro abitazioni. È una puzza strana, penso di agenti chimici, la stessa puzza che si sente vicino alle fabbriche di via Lamia. Abbiamo tentato diverse volte, insieme ai residenti del parco a via Petraro, di far fare qualcosa anche con raccolte firme, ma non abbiamo risolto mai nulla».
Difficile sopportare i miasmi per la gente del posto che più volte ha denunciato quanto accade – soprattutto a partire dal tramonto – e chiamato sul posto polizia municipale e carabinieri. Anche se spesso, tra la chiamata e l’arrivo degli agenti, i cattivi odori scompaiono. Stessa sterile sorte per gli esposti all’Arpac, al Comune, all’ASL. Alcuni cittadini hanno persino effettuato analisi ambientali a proprie spese presso il laboratorio ‘Milano’ di Nocera Inferiore, da cui sarebbero emersi valori molto elevati di zinco, ferro e altri metalli pesanti.
Ma in estate gli abitanti in via Cupa Sorvello notano un altro strano fenomeno: «Sui balconi e sui mobili di casa si deposita una sostanza appiccicosa, tanto che la scopa per terra non scivola – racconta una casalinga -. In pratica rimangono le ciabatte attaccate se non si provvede a lavare tutti i giorni».
Ezio Attanasio è un agronomo e risiede in via Cupa Sorvello. E’ tra i pochi a chiedere di citare espressamente il suo nome. La sua ipotesi è diversa dalle altre avanzate dai residenti o potrebbe trattarsi di criticità differenti che si accavallano. «Ieri sera ho avvertito fino alle 21 un cattivo odore opprimente e nauseante, che attribuisco quasi certamente a sversamenti di liquami suini o comunque animali. Propendo per una ipotesi semplice, ma valida. La mancanza di idonee concimaie per la raccolta e fermentazione dei liquami suini, fa sì che gli stessi vengano trattenuti in contenitori provvisori nel corso della giornata, per poi sversarli nelle campagne di notte, dal tramonto alla sera tardi. Non si vedono ma si sentono! Il fatto poi che sono diffusi di sera nell’aria è imputabile al clima particolarmente caldo e umido che fa innalzare nell’aria l’odore di urea ed ammoniaca. Poi, con il fresco di sera, aumenta la pressione dell’aria e questi miasmi ristagnano negli strati bassi dell’aria, tanto da essere percepiti nelle abitazioni basse, grazie alla presenza di aria più fredda che di sera cala da Monte Albino e va verso valle».
Qualunque sia la causa, per enti ed istituzioni è forse giunta l’ora di intervenire con un piano di monitoraggio ad hoc, prima che i cittadini decidano di vendere le proprie abitazioni e andare via, come confessa una signora del posto: «Appena possibile andrò via, qui non si può vivere».
Luigi Ciamburro

