Cade l’aggravante camorristica nell’indagine della Dda: il gip Alfonso Scermino non convalida il carcere per due dei quattro coinvolti negli arresti eseguiti dalla Dia due giorni fa, a Scafati. Non andranno in carcere Alessandro Maddaloni e Raffaele Esposito. Per loro, la vicinanza al clan Loreto-Ridosso non c’è. O almeno, non è sufficientemente provata. In carcere ci vanno invece Giovanni e Giuseppe Fusco, padre e figlio, ma solo per il reato di tentata estorsione. Anche loro, senza l’articolo 7, cioè “il metodo mafioso” contestato dal pm della Dda, Vincenzo Montemurro. Ieri pomeriggio, in carcere, il gip del tribunale di Nocera Inferiore ha emesso nuova ordinanza per i quattro indagati. Questi ultimi hanno in parte sostenuto la loro estraneità ai fatti. Padre e figlio, i due Fusco, assistiti dal proprio avvocato, hanno spiegato i loro interessi già precedenti per quel terreno – al centro della denuncia dei due imprenditori del settore ortofrutticolo – che confinava con la loro proprietà. Il loro intento era quello di acquistarlo dalla coppia di coniugi che, invece, lo vendette ai due fratelli impegnati nel settore ortofrutticolo. Gli stessi fratelli diventati poi vittime di estorsione ma – secondo il gip – senza l’intimidazione di camorra né l’utilizzo di armi. Diverse le ammissioni avvenute durante gli interrogatori. Gli schiaffi, ad esempio, che padre e figlio avrebbero sferrato ad un dipendente dell’azienda e all’ingegnere che seguì la pratica di compravendita. Il tutto sarebbe stato ricondotto infatti ad una questione di confini con le due proprietà.
I quattro soggetti erano stati destinatari di un decreto di fermo, perché accusati di agire per conto del clan Loreto-Ridosso. “Nuove leve” che per la Dia andavano fermate, stando ad una dettagliata denuncia presentata dalle due vittime, oltre a riscontri verbalizzati da altri soggetti loro malgrado coinvolti come parti offese. Nel mirino ci era finito un terreno, venduto ai due fratelli per quasi 35mila euro. Il motivo per cui restano in carcere Giovanni e Giuseppe Fusco è l’intimidazione avvenuta nel piazzale della società di uno dei due fratelli, a Scafati. Senza l’aggravante dell’articolo 7. Un aspetto importante, che al momento ridimensiona le accuse della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.

