Grande Pagani, anche Marrazzo contro Sessa

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Grande Pagani, gli attacchi a Pietro Sessa continuano. E dopo Sensale e Rito Marcone, a scendere in campo è anche l’ex assessore Alfonso Marrazzo. Che in una lunga nota bacchetta il consigliere comunale e racconta anche il suo impegno all’interno della civica cittadina.

Quando è nato questo gruppo – scrive Marrazzo – fui avvicinato da Sensale e Paolillo perché volevano coinvolgermi in un progetto politico ambizioso e innovativo. Un progetto che, attraverso una civica,  metteva da parte i partiti e dava voce al popolo.

All’inizio fui preso da questo progetto e volli partecipare; gli stessi, conoscendo la mia esperienza politica e il mio impegno mi proposero di rappresentarli in giunta. Tutti noi maschi correvamo in coppia con la signora Paolillo, e questo perché volevamo dimostrare la forza elettorale del fratello Vincenzo e aprirgli la strada alla candidatura alla Regione Campania.

Alle elezioni inizialmente risultai terzo tra i consiglieri, ma poi dopo 24 ore quarto. Tutto questo non aveva importanza perché credevo in quello che stavamo facendo e quindi non feci nemmeno ricorso. Oggi Grande Pagani si trova ed essere rappresentata da tre giovani consiglieri che non sono mai stati d’accordo sulle decisioni, e questa ne è la dimostrazione. Le colpe sono innanzitutto di chi li ha lasciati fare: probabilmente l’intento era quello di farli “crescere” politicamente e metterli di fronte alle loro responsabilità amministrative, ma l’intento è risultato vano. Non è servito a nulla. Mi dispiace dirlo, ma non si possono più celare dietro il “non so”, “non conoscevo”, “non ero io””.

Da qui, l’attacco a Sessa: “Il ruolo di capogruppo – continua Marrazzo – è importante e i consigli vanno sempre accettati, specie se a darli è chi pratica e mastica politica da anni. Pietro Sessa ha commesso due errori: il primo, di non tenere unito il gruppo consiliare, il secondo invece di mettersi contro chi ha voluto e portato avanti questo progetto con grande passione. Anche io sono stato rimosso da assessore – ha affermato ancora l’esponente di Grande Pagani – ma conosco tempi e modi di fare politica e non ho rinnegato nessuno. Anzi, oggi ringrazio tutti perché mi hanno dato un ulteriore accrescimento alla vita politica. L’arroganza e il senso di onnipotenza che oggi rivedo in Pietro Sessa non me lo spiego: non è lo stesso (e non potrebbe esserlo) stato degli altri candidati di Grande Pagani”.