Prima lo colpì al volto con una serie di pugni, facendogli perdere i sensi. Poi gli legò le mani dietro la schiena usando la cintura di un accappatoio, puntandogli una pistola alla tempia e minacciandolo di morte. Annullando così ogni suo tentativo di resistenza. A quel punto, si impossessò di 300 euro in contanti, 3 orologi da polso, un calice e alcune medaglie in argento. Per questi fatti, la procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per Jakim Ardit, 24enne albanese che la sera del 18 dicembre 2015 divenne l’incubo di don Antonio Pisani, parroco della chiesa di Sant’Anna a Fisciano. Lo straniero è accusato di rapina, lesioni e sequestro di persona, oltre che di diverse aggravanti. Una serata da “arancia meccanica” per il parroco, uscito dalla sua casa canonica per riattivare la caldaia e finito colpito alle spalle dal giovane, in quel momento armato di un grosso cacciavite. Lo straniero fu arrestato dopo mesi di indagine e ora la procura ne ha chiesto ufficialmente il processo
Fisciano. Picchiò e sequestrò il parroco: 24enne verso il processo
A dicembre scorso il terrore in sagrestia per Don Antonio Pisani

