Messa in liquidazione del Mercato Ortofrutticolo e costituzione della nuova società, entra in scena il Cogmo e lo fa attraverso la voce del suo presidente, Mimmo Tortora. “Noi, operatori e maestranze, siamo i veri protagonisti: senza il parere di chi rappresenta il cuore del Mercato non si può andare in alcuna direzione ragionevole”.
Mentre in queste ore o giorni si attende la nomina del commissario liquidatore, con Cicalese e Vairo in pole, a parlare sono stati i rappresentanti degli operatori della struttura di via Mangioni, che in tutta la vicenda vogliono vederci più che chiaro. Netta la loro posizione, che con le altre rappresentanze degli operatori ha fatto fronte comune e messo in chiaro un concetto importante nell’ultima riunione che si è svolta alla presenza del sindaco di Pagani, Salvatore Bottone e del sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato: se si deve parlare di liquidazione di una vecchia e creazione di una nuova società, il discorso lo si potrà fare solo interpellando le maestranze in primis.
“Abbiamo partecipato all’incontro – ha sottolineato il presidente del Cogmo – esclusivamente per rivendicare il nostro ruolo all’interno del mercato. Il nostro intento è far capire che in tutto ciò che interessa il futuro della struttura dobbiamo essere interpellati anche noi. Non ci interessa la vicenda della liquidazione o del commissario liquidatore che dovrebbe essere nominato, ci interessa capire la nuova società come intende rapportarsi e fronteggiare la vera forza del mercato stesso”.
Tortora è chiaro: se il mercato funziona ciò è possibile solo grazie a chi realmente ci lavora. “Gli operatori che rappresenta la Cogmo, così come gli altri – ha detto ancora il presidente del Consorzio Operatori Grossisti Mercato Ortofrutticolo – sono i veri attori protagonisti di questa storia. Ipotizzare un cambio di società mettendo la presente in liquidazione può andare anche bene, ma vogliamo conoscere le garanzie per i nostri operatori. Gli amministratori non ci hanno dato alcuna indicazione in merito, se non promettere un nuovo incontro per affrontare meglio la questione. Vogliamo che sia loro chiaro un concetto, l’anima vera di questa struttura siamo noi, e non possono assolutamente non tenere conto e valutare una nostra presenza”.

