Dopo il successo del suo ultimo album “Niente che non va” e del tour che ha fatto registrare sold out ovunque COEZ sbarca a Salerno al BITS Festival, che si terrà domani 13 luglio in Piazza Salerno Capitale. Il cantautore originario di Nocera Inferiore, ma romano di adozione, ha collezionato milioni e milioni di visite su You Tube, ergendosi a beniamino di tantissimi fan che hanno promosso il passaggio dal rap al un genere musicale maggiormente orientato al pop, ma nulla che abbia a che fare con le solite canzonette commerciali e di ‘consumo’.
“Niente che non va”, uscito il 4 settembre 2015 per Carosello Records, è entrato direttamente al 2° posto della classifica degli album più venduti (fonte GFK Retail and Technology), risultando il disco italiano più venduto e affermando COEZ come uno dei rappresentanti più amati e apprezzati del nuovo cantautorato italiano. E’ il terzo album dopo “Figlio di nessuno” e “Non erano fiori” e segna il definitivo addio al mondo del rap puro, nonostante rimanga una base di formazione indelebile e di cui continuerà ad esserne fiero. Passano gli anni, le situazioni della vita cambino e il genere musicale di un artista si rinnova in un vincente mix di sonorità inedite che esaltano la personalità di un cantautore destinato a imprimere un segno nella storia della musica italiana.
Quando si parla di COEZ e del tuo nuovo album “Niente che non va” tutti chiedono del tuo passaggio dal rap al pop… Perché c’è questa propensione a voler etichettare un artista con un genere musicale ben preciso?
Me lo chiedo pure, sarà una cosa del giornalismo o degli addetti ai lavori che quando scrivono di musica devono in qualche modo scrivere cosa fai. Ciò che lo spiega meglio è ascoltare la canzone.
Il rap è il genere che ti ha formato e che probabilmente avrà per sempre una seppur minima influenza sulla tua musica presente e futura…
Ce l’avrà per sempre. Quando la tua scrittura si forma col rap non sarai mai il cantautore da chitarra e voce e anche sui testi… Noi del rap abbiamo una formazione un po’ diversa. Ma è un punto in più trovare gli stilemi del rap in quello che faccio oggi.
Solitamente l’ispirazione musicale nasce da ciò che si ascolta. Cesare Cremonini è un autore che in parte ha influenzato “Niente che non va”, ma sicuramente ci saranno altri autori ad aver ispirato la tua musica…
Nell’ultimo disco quello che mi ha ispirato di più è il britpop cosa che anche a Cesare Cremonini piace molto, lui è da sempre quello un po’ più “inglese”, con produzioni molto suonate più che prodotte al computer.
Su YouTube hai collezionato milioni e milioni di visite. Quanto sono importanti i social network e il web in genere per un musicista contemporaneo.
A meno che tu non esca da un talent i social sono il punto di partenza per tutti, perché una volta le etichette facevano scouting, adesso la figura del talent scout non esiste più e usano il talent per fare scouting. Il web è rimasto l’unico posto nella musica dove puoi avere una visibilità, anche abbastanza democratica, ci possono essere tutti. Ma se dieci anni fa c’erano dieci artisti che lavoravano di musica oggi ce ne sono cento che si spartiscono la fetta dei dieci che c’erano una volta. Adesso c’è possibilità per tutti, ma resta complicato farsi notare davvero.
Sei sempre vissuto a Roma ma sei nato a Nocera Inferiore. Che legame hai conservato con la tua terra e che effetto fa suonare a Salerno in occasione del BITS Festival?
Purtroppo non ho più neanche dei parenti, non ho molti legami, ma fa sempre piacere e sono molto legato al pubblico del Sud che è sempre molto caloroso.
Luigi Ciamburro

