Pronto soccorso sempre più al collasso, i pazienti sono tanti e il personale troppo poco. Per una storia che purtroppo va avanti ormai da troppo tempo.
Situazione drammatica quella vissuta nella serata di ieri al pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore. Intorno alle 20.30 già tantissime erano le persone che si sono viste costrette a ricorrere alle cure dei sanitari e poco il personale medico e infermieristico a disposizione. E tante altre ne sono arrivate. Storie diverse tutte con lo stesso comune denominatore: l’ospedale più vicino con il pronto soccorso attivo era quello di Nocera. E così paganesi, nocerini, scafatesi e chi più ne ha più ne metta sono giunti alla struttura in misura continuata. Affollando la sala d’attesa e rallentando i lavori dei dottori.
E la tensione è presto arrivata alle stelle.
I familiari di alcuni pazienti, stanchi delle estenuanti attese, si sono scagliati contro i medici e gli infermieri chiedendo di accelerare i tempi. La situazione ha rischiato di degenerare più volte, e in qualche caso pronto anche l’intervento delle guardie giurate per ripristinare la calma. I medici, dal canto loro, si sono visti in gravi difficoltà e hanno spiegato, comunque con pazienza, che stavano facendo tutto il possibile perché tutti ricevessero le dovute cure. Il caos è andato avanti per buona parte della serata fino a notte fonda, e le testimonianze delle persone si sono susseguite a raffica. “È sempre così – hanno detto alcuni – quando arrivi al pronto soccorso di Nocera devi sperare che ti visitino almeno dopo due ore. Siamo troppi”.
Testimonianze che lasciano emergere sempre lo stesso dato: i dottori sono pochi. Una situazione di cui il pronto soccorso soffre già da tempo ma che riflette lo stato dell’intero personale ospedaliero. L’arrivo dell’estate sta decimando il numero di dottori e infermieri al lavoro, con problematiche che si stanno riflettendo anche sul numero di posti letto e delle assistenze mediche ai pazienti.
E c’è chi chiede che, da qui a breve, qualcuno prenda provvedimenti.

