Fisciano, amianto abbandonato e interrato all’aria aperta. La prescrizione “salva” tutti

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Amianto in cubi di cemento nell’ex Isochimica di Fisciano: non ci sarà alcun processo. Il gup del tribunale di Nocera Inferiore, Paolo Valiante, ha emesso sentenza di prescrizione per l’imprenditore ed ex titolare dell’Isochimica Elio Graziano, l’84enne accusato di disastro colposo dall’allora ex procuratore Gianfranco Izzo. La vicenda ruotava intorno allo stoccaggio e incapsulamento in grossi cubi di cemento di amianto proveniente dalla coibentazione eseguita nell’azienda con sede ad Avellino. I grossi cubi erano stati interrati in un terreno di Fisciano. Quasi 500 chili per ogni cubo, nell’ex Idaff, che valsero a Graziano e ad altre persone l’accusa di smaltimento illecito di rifiuti contenenti amianto friabile. Materiale che avrebbe dovuto essere trattato secondo gli standard di legge, per impedirne poi la dispersione nell’aria con la conseguenza di produrre di fatto un serio pericolo per la salute pubblica.

La sentenza di prescrizione, emessa al termine dell’udienza preliminare, coinvolge anche Ernesto Reverchon e Paolo Tabacco, di Mercato S. Severino e Salerno, i due periti che in seguito alla procedura fallimentare del tribunale di Salerno (che li nominò per una ricognizione ambientale finalizzata alla bonifica dell’area) furono indagati per falso. Quella perizia avrebbe infatti giustificato quella tipologia di smaltimento. I cubi di cemento erano stati lasciati in stato avanzato di disgregazione, senza verifiche periodiche dell’incapsulamento e in violazione delle norme di sicurezza ambientali previste per materiali come l’amianto.

Le perizie avrebbero indotto il Comune di Fisciano ad optare per un metodo “illegittimo” di bonifica, inducendo in errore anche il curatore fallimentare incaricato. Nelle carte, infatti, si escludeva l’ipotesi di un pericolo di inquinamento, in quanto tutte le procedure di bonifica, sicurezza e ripristino erano state eseguite. Tra gli indagati, all’epoca, c’erano anche l’ex sindaco di Fisciano Tommaso Amabile e tecnici comunali, poi esclusi dal procedimento. L’amianto in questione altro non era che il risultato della distruzione di carrozze ferroviarie sotterrate nell’ex Idaff, lo stabilimento poi fallito. Al centro dell’indagine della procura nocerina Elio Graziano, l’84enne imprenditore finito sotto processo per un’altra vicenda, di proporzioni più ampie rispetto a quest’ultima e risalente al 2007. L’accusa era di omicidio colposo e sullo sfondo c’erano le morti degli operai dell’Isochimica di Avellino.