Compensi ridotti: è scontro tra giudici e avvocati a Nocera Inferiore

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Non c’è grande feeling in questo periodo tra gli avvocati della Camera Penale di Nocera Inferiore e i magistrati del tribunale. Il contesto infatti è stato tale da aver spinto i primi a decidere di astenersi dalle udienze per una settimana, a partire dal prossimo 15 luglio e fino al 22. Il motivo è riconducibile alla mancata applicazione del protocollo (discusso da ambo le parti) sulle tariffe di liquidazione degli onorari dei procedimenti ammessi al gratuito patrocinio. Cioè, quelli a spese dello Stato. Secondo gli avvocati infatti, i giudici del palazzo di giustizia nocerino applicherebbero «arbitrariamente» i parametri previsti per le liquidazioni, mortificando – secondo molti – la stessa professione, «in assoluto spregio di quanto concordato con gli organismi dell’Avvocatura che hanno aderito al protocollo».

Il mancato dialogo e riscontro tra le parti per giungere ad un nuovo accordo, tuttavia, non avrebbe migliorato le cose. Non è una questione economica – spiegano alcuni avvocati – seppur le differenza in tal senso andrebbero dai 100 fino ai 500 euro in meno, rispetto al lavoro svolto da ognuno di loro in udienza. La vicenda ha suscitato l’attenzione della Corte d’Appello di Salerno, che con una nota a firma della presidente Iside Russo, ha invitato i colleghi magistrati di Nocera Inferiore ad una riunione per individuare le ragioni della mancata applicazione delle tariffe di liquidazione degli onorari dei procedimenti ammessi al patrocinio a spese dello Stato.

Dopo qualche giorno, è giunta la replica del presidente del tribunale di Nocera Inferiore, Catello Marano, che oltre a dirsi “consapevole” dell’esistenza di criticità nell’applicazione del

protocollo sulle tariffe, precisa che il tutto sarebbe da attribuire ad «interventi legislativi successivi all’adozione del protocollo (come quelli sulla depenalizzazione)». Marano si dice tuttavia disposto ad un incontro in Corte d’Appello, precisando di averne già fissato un altro il prossimo 13 luglio con il presidente della sezione penale Francesco Paolo Rossetti e il magistrato collaboratore Domenico Diograzia- L’obiettivo è di rivedere il protocollo ed, eventualmente, modificarlo. Basterà ad evitare una settimana di astensione e a far svolgere processi in un tribunale che, oramai da anni, annaspa tra mille difficoltà di tipo gestionale e organizzativo?