Fonderie Pisano, progetto di delocalizzazione. Incertezza sul destino degli operai

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Il progetto di delocalizzazione delle Fonderie Pisano muove i primi passi dopo l’incontro a Roma presso la sede del Ministero per lo Sviluppo Economico. La famiglia Pisano ha presentato il primo disegno del nuovo stabilimento siderurgico per un investimento complessivo di 43 milioni di euro, di cui 3 milioni per l’acquisto del terreno dove sorgeranno le Fonderie del futuro, 9 milioni per forni e cubilotto, 14 milioni di euro per impianti Hws, 1 milione di euro per reparto/resina, 4,5 milioni di euro per reti di servizi e altra impiantistica, 2,5 milioni di euro per oneri di delocalizzazione, 2 milioni di euro per oneri tecnici, 7,3 milioni di euro per l’infrastrutturazione del sito (capannoni, palazzina operai e palazzina uffici).

progetto_fonderie_pisano2016Il nuovo impianto sarà costruito con tecnologie di ultima generazione, capace di rispettare le normative ambientali UE in termini di emissioni delle polveri derivanti dalla lavorazione, con un forno fusorio all’avanguardia, dotato di camera di post combustione. Tutte le operazioni di carico e scarico delle materie prime avverranno in ambienti coperti ed i trasporti  delle terre saranno realizzati mediante l’utilizzo di nastri chiusi e depressurizzati .

Adesso la priorità è conservare intatti i livelli occupazionali, anche se la disdetta di commesse importanti e  la permanente chiusura dell’impianto di Fratte si rivelerebbe già nel breve periodo pericoloso per il futuro delle Fonderie Pisano. I dirigenti si sono detti disponibili ad ogni forma di collaborazione con le Autorità competenti al fine di non interrompere il ciclo produttivo nell’attuale sito, sottoponendosi a quotidiani monitoraggi.

“E’ stato un piccolo passo in avanti, cominciamo questo percorso di delocalizzazione in una sede istituzionale autorevole come quella del Ministero dello Sviluppo Economico – ha detto Anselmo Botte ai microfoni di Medianews24.it -. L’azienda ha illustrato il piano della nuova fabbrica che dovrebbe avere un costo di 43 milioni, non è stato ancora indicato il luogo anche perché deve confrontarsi con la Regione Campania che oggi è stata rappresentata dall’assessore Lepore”. Resta l’incognita del futuro dei circa 150 operai delle Fonderie che rischiano di non poter beneficiare neppure degli ammortizzatori sociali: “La delocalizzazione dovrebbe richiedere dai 40 ai 44 mesi – ha proseguito il Segretario della Cgil Salerno -. Il destino degli operai lo decide la magistratura, noi speriamo di poter continuare a lavorare in quel sito in attesa della delocalizzazione. Questo abbiamo sempre detto e continueremo a ripeterlo”.

Luigi Ciamburro