Nocera Inferiore. Tangente, permessi a costruire e frana

Il processo non sarà archiviato

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Il processo che coinvolge l’ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Nocera Inferiore Paolo Granato, insieme a tecnici comunali, progettisti e imprenditori andrà avanti. Il collegio giudicante, presidente Donnarumma, ha respinto ieri pomeriggio la richiesta di intervenuta prescrizione da parte degli avvocati difensori, dopo un’apposita camera di consiglio. Il processo proseguirà, in quanto i termini della prescrizione vengono di fatto raddoppiati, viste le aggravanti per gli imputati presenti nelle singole contestazioni. La discussione riprenderà a novembre. Attualmente, l’unico reato andato prescritto è l’abuso d’ufficio. Il processo vede imputate 9 persone, con l’indagine partita dopo la denuncia presentata nel 2009 dal costruttore Vincenzo Cammarota. Quest’ultimo, tirò in ballo l’ex assessore comunale Paolo Granato, accusato di concussione per induzione e frana colposa in concorso. Secondo le accuse, l’ex esponente della giunta conoscendo le difficoltà economiche dell’imprenditore, che si era già visto rigettare diverse commesse dal Comune, gli avrebbe proposto l’acquisto di un terreno in via Fiano. L’importo era di 250.000 euro. Al momento del preliminare dell’acquisto, con firma il 29 aprile 2006, Granato avrebbe chiesto a Cammarota 15 mila euro per delle “spese tecniche. La procura giudicò quella cifra un «compenso per l’opera di intermediazione», quindi del tutto illegittima. L’imprenditore non batté ciglio, deciso a non rinunciare a quella commessa e alla situazione finanziaria che stava affrontando. Diversi testimoni avrebbero assistito alla cosa, stando agli inquirenti. I soldi sarebbero stati poi consegnati attraverso assegni dall’importo di 5000 euro ciascuno.

Il permesso a costruire sul terreno, ubicato in via Fiano località Campanie dell’Orco e di proprietà di Crescenzo, riguardava in origine un fabbricato rurale in una zona di media pericolosità. Il gruppo di valutazione composto dall’ingegnere Luigi Canale, Giuseppe Amabile e Antonio Junior Giordano, aveva sospeso la pratica che sarebbe poi stata sbloccata 4 giorni dopo grazie ad una relazione di compatibilità sottoscritta da un geologo. Quest’ultimo, avrebbe fornito infatti parere favorevole al permesso. Stando alle accuse, l’istigatore di quel permesso e della relazione tecnica fu proprio l’assessore Granato. Nel mirino ci finì anche il gruppo di valutazione, il quale nonostante una precedente valutazione negativa del rilascio, forniva un nuovo parere, questa volta favorevole, subito dopo. Con una sovrapposizione di mappe si scoprì che l’immobile sarebbe sorto per oltre due terzi in piena zona rossa. A mancare fu il parere – previsto per legge – dell’autorità di Bacino. Cammarota subentrò in un secondo momento, nel 2006, per l’acquisto del terreno edificabile dove avrebbe realizzato i lavori per la realizzazione di mura di contenimento. Un muro che poi cadde, provocando una frana, in virtù del sovraccarico dovuto alla costruzione del fabbricato. Oltre all’assessore, gli imputati sono i tecnici comunali Luigi Canale, Giuseppe Amabile, Antono Junior Giordano, Luigi Giordano, Orazio Crescenzo, Vincenzo Cammarota, Alfonso Robustelli e Rosario Fimiani.