Sui minori è scontro tra Curia e Garante dell’Infanzia. Romano: “Sono disgustato”

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“Abbiamo testimonianze dirette ed indirette che ci sono intere zone, in quartieri molto critico di Napoli in cui l’incesto e l’abuso sessuale é elevato a normalità”. Questo è quanto affermato da Cesare Romano, Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Campania. Il garante parla con dati alla mano, dopo che le ricerche effettuate sugli ambiti territoriali ed in alcuni comuni hanno evidenziato circa 200 casi di violenza sui minori in ambito domestico. A confermare quanto emerso da questi dati, anche testimonianze dirette ed indirette. L’obiettivo di Romano è quello di attirare l’attenzione su queste problematiche, lasciate spesso nell’ombra del degrado, al fine di prevenire e contrastare questo fenomeno, non risparmiando la Curia di Napoli, accusata di prestare scarsa collaborazione nella ricerca degli abusi tra familiari e dell’incesto, tradendo la sua missione di “aiuto verso i più bisognosi”. Una “accusa” che la curia non poteva lasciar passare. Dopo i duri attacchi da parte del Garante, infatti, l’ufficio stampa  ha pubblicato un comunicato rendendo nota una lettera del cardinale Vincenzo Sepe, arcivescovo della città datata 2013. Nella lettera si legge che le parrocchie si sarebbero impegnate a svolgere un ruolo di ascolto delle persone e delle famiglie in condizioni critiche, privilegiando percorsi educativi e di formazione. Romano, pieno di indignazione, si dice invece disgustato dalle parole dell’arcivescovo che – consapevole di farlo – mente spudoratamente. Il suo sospetto é che i questionari inviati alla Curia con allegate lettere di sollecitazione non siano mai stati distribuiti tra le famiglie. Agguerrito chiarisce che farà tutte le ricerche in tal senso.