Pagani. Omcidio Aziz: il giudice dispone sopralluogo per tracciare il percorso dei killer

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Un sopralluogo sul luogo del delitto per chiarire il tragitto eseguito dai killer di Aziz. Così ha deciso la Corte d’Appello di Salerno, accogliendo le richieste degli avvocati difensori presentate nell’udienza precedente, con il rinnovo del dibattimento in seguito all’annullamento della sentenza deciso dalla Corte di Cassazione. L’omicidio del tunisino Mohammed Abdel Aziz, insieme a quello di Sandro Cascetta, vide processati e condannati all’ergastolo Andrea De Vivo, Francesco Fezza e Vincenzo Confessore. Quello che fu ritenuto essere un omicidio di matrice camorristica, fu commesso nell’estate del 2008, a piazza Corpo di Cristo a Pagani. La Corte ha sciolto le riserve, disponendo l’audizione di alcuni testimoni nell’udienza del prossimo 12 luglio. In aggiunta, sarà eseguito un esperimento giudiziale per verificare l’esatto tragitto compiuto dai killer e cosa i testimoni avrebbero visto in quel preciso istante.

L’esperimento giudiziale altro non è che l’osservazione di un accadimento attraverso la riproduzione della situazione di fatto e la ripetizione simulata delle sue modalità di svolgimento. Sarà effettuato con indicazioni relative a giorno, ora e luogo dell’operazione. Il risultato di quanto prodotto sarà poi verbalizzato, magari con il supporto di un apposito perito. I tre imputati, ritenuti organici al clan di camorra Fezza – Petrosino D’Auria, sono accusati di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Le condanne in ergastolo furono confermate nei primi due gradi di giudizio, per poi essere annullate con rinvio dalla Cassazione. Diversi i punti che gli ermellini chiesero di approfondire, come le dichiarazioni del pentito Domenico Califano, ritenute fondamentali per l’impianto accusatorio della procura Antimafia. Il tunisino sarebbe stato ucciso perché “ribelle” e contrario al monopolio della gestione della droga a Pagani per mano del clan. Qualche giorno prima dell’omicidio, la vittima, ex pugile, avrebbe anche schiaffeggiato uno degli imputati, Andrea De Vivo. A morire nell’agguato di fuoco, con i killer a volto travisato e a bordo di un Sh, anche l’amico del tunisino, Sandro Cascetta. Fu colpito da un unico proiettile che gli perforò il polmone.