Scafati. Come da “programma”, Aliberti ritira le dimissioni

"Mi preoccupa solo l’atteggiamento di chi in ogni circostanza prova a strumentalizzare proiettili, tricchitracchi, stalking, ecc... questione di stile"

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Ha ritirato prima dei 20 giorni utili le sue dimissioni da sindaco della città di Scafati. Pasquale Aliberti, dopo l’approvazione del bilancio, avvenuta ieri sera in consiglio comunale, resta in sella. “Il rendiconto di gestione è passato con 5 voti contrari e 13 favorevoli, ma la maggioranza dei consiglieri comunali non presenti faceva il tifo per questo sindacato – scrive il primo cittadino –  A tal proposito ringrazio, il Presidente del Consiglio, assente, per le Preghiere che ha rivolto affinché questo sindacato non si concludesse e le numerose telefonate di solidarietà. Non comprendo ancora, invece, i motivi dell’abbandono di “Identità scafatese”: già prima del Consiglio avevo recepito ogni loro ‪richiesta‬ consapevole che la politica è anche mediazione, non una guerra personale degli uni contro gli altri animata spesso da motivi futili. Non abbiamo litigato sui temi della Città ma su questioni formali che pure avevo condiviso e che non ho il potere di imporre. Vince chi ha la maturità di capire dove finiscono le proprie ragioni e cominciano quelle degli altri. In questa situazione, quello che mi sorprende e mi stupisce è quanto il salto dalla maggioranza all’opposizione possa beatificare un consigliere: quasi quasi mi convinco di passarci anch’io per salvarmi dall’inferno! Il Commissariamento – conclude – avrebbe paralizzato la Città, per questo ringrazio il Cotucit da sempre sul territorio come movimento politico non ideologico. Molto spesso abbiamo appoggiato le loro proposte e le loro battaglie. Adesso, anche a loro compete un’azione incisiva e non più solo di controllo. Ora è il momento di pensare ai fondi del nuovo Accordo di Programma per più di 10 milioni di euro e che stipuleremo in Regione nei prossimi giorni; a continuare l’iter procedurale per l’approvazione del PUC; a completare la consegna dei capannoni dell’ex Copmes; a garantire i servizi alla Città che rimangono, anche in un momento difficile, tra i migliori della Campania. Tutto questo mentre l’inchiesta antimafia va avanti. Sono sereno per l’operato della magistratura e della Commissione d’Accesso. Mi preoccupa invece l’atteggiamento di chi in ogni circostanza prova a strumentalizzare proiettili, tricchitracchi, stalking ecc…La mia famiglia ha subito minacce telefoniche da persone che sono state anche individuate e che fanno parte di quella politica che si oppone ferocemente alla mia persona. Mai, però, abbiamo strumentalizzato i fatti: questione di stile.”