Scafati. Omicidio Desiderio: l’amico condannato a 20 anni di carcere

0
720

Vent’anni di carcere per Pasquale Balzano, il 56enne che il 2 settembre 2015 uccise il suo socio e amico Giuseppe Desiderio. Questa la sentenza pronunciata dal gup Paolo Valiante, ieri pomeriggio con rito abbreviato, che ha disposto per l’uomo anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’isolamento diurno. Balzano era difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Gianpaolo Salvato. L’accusa è di omicidio volontario. Il delitto si sarebbe consumato a causa di una lite sui guadagni per la vendita dei prodotti agricoli al mercato. I due erano soci. Quel giorno, Desiderio si trovava all’interno del cortile della sua abitazione, quando fu colpito con 30 forbiciate da Balzano a seguito di una discussione. Quest’ultimo rinchiuse il corpo della vittima nel portabagagli della sua auto, che fu ritrovata qualche minuto dopo dalla compagna. La donna lanciò l’allarme ai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, impegnati nella ricerca del 56enne. Balzano si rese irreperibile per un po’, andandosi a nascondere in casa di un parente, a Pompei. L’amico era all’oscuro di quanto avvenuto. Ad incastrare il killer alcuni indumenti che avrebbe indossato al momento del delitto. Da quel giorno si trova rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Svolgeva l’attività lavorativa di commerciante, sebbene la sua condizione risultasse precaria. Era da tempo ricoverato presso una struttura sanitaria di Angri, a causa di una patologia che lo obbligava ad una cura di farmaci. La difesa aveva sostenuto che quel delitto si fosse consumato per l’interruzione improvvisa delle cure, con tanto di richiesta di abbreviato condizionato ad una nuova perizia medica. Per la procura invece, Balzano era «pienamente consapevole di intendere e di volere durante l’omicidio». Lo stesso gup, in una precedente udienza, aveva rigettato la richiesta della difesa. I litigi tra i due uomini pare fossero aumentati nei giorni poco prima l’aggressione mortale. Ieri la condanna in primo grado a 20 anni di reclusione.