Indagine Mastrolindo: 4 persone a giudizio. Ci sono due funzionari dell’Inps

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Indagine «Mastrolindo»: due funzionari dell’Inps, l’ex responsabile di un patronato e un consulente del lavoro saranno processati. Lo ha deciso il gup Paolo Valiante del tribunale di Nocera Inferiore, che ha disposto ieri pomeriggio il rinvio a giudizio per tutti e 4 i soggetti coinvolti nell’inchiesta della procura su un giro di truffe a danno dell’Inps. Davanti ai giudici del III collegio, compariranno il prossimo 22 novembre Gianfranco De Natale e Canio Palladino, funzionari e ispettori dell’ente previdenziale, Anna Pepe, ex responsabile del patronato Fenalca a Pagani e Domenico Pepe, consulente del lavoro. Nel collegio difensivo gli avvocati Giovanni Annunziata e Carlo De Martino. I quattro furono coinvolti nell’indagine della scorsa estate condotta dal pm Roberto Lenza, dalla quale emersero le modalità di una truffa a danno delle casse previdenziali pari a circa 37 milioni di euro. Le persone iscritte nel registro degli indagati furono 44. Il perno dell’inchiesta era rappresentato dalla costituzione di 18 aziende “inesistenti” inserite nel settore terziario (ditte di pulizie) e operanti nell’Agro nocerino sarnese. A queste seguirono ben 6800 rapporti di lavoro fasulli, costituiti per conseguire indennità di disoccupazione, maternità e malattia a danno dell’Inps. Nell’indagine infinita condotta sull’istituto, la novità fu rappresentata proprio dalla figura dei funzionari, quella di De Natale e Palladino. All’epoca del blitz, i due furono sospesi per un periodo dal lavoro perché accusati di aver omesso i controlli sulle imprese fittizie, lasciando il via libera per l’assunzione – sempre fittizia – di lavoratori, mai impegnati in alcuna mansione ma risultati inseriti nelle maestranze per ottenere assegni, pensioni e altri benefici. Al giudice, i due professionisti avevano presentato una corposa memoria difensiva, con la quale avevano professato la loro innocenza, ribadendo di non aver mai favorito alcuno con la loro attività di controllo. Anna Pepe invece, fu coinvolta perché avrebbe gestito un patronato insieme a Renato Cascone (non indagato nell’ultimo filone), oltre ad essere accusata di aver preso parte al giro di truffe. Di truffa dovrà rispondere anche Domenico Pepe, consulente del lavoro. Le posizioni dei quattro erano state stralciate dalle altre, alcune delle quali già sotto processo.