Raggiro di oltre 500mila euro all’ACI: processo alle battute finali

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Maxiraggiro di quasi 600mila euro ai clienti dell’Aci: in aula la testimonianza del marito dell’imputato. Si avvia alla conclusione il processo nei confronti di Filomena Nasti, legale rappresentante della N&F consulting con sede ad Angri, società a lei intestata e impegnata nella riscossione delle tasse automobilistiche. La donna è imputata davanti al collegio giudicante del presidente Rossetti con l’accusa di peculato. Stando alle accuse della procura di Nocera Inferiore, la titolare e responsabile di tre sedi dislocate nell’Agro nocerino, avrebbe raggirato diversi clienti attraverso un «collaudato meccanismo truffaldino», causando un buco pari a 573mila euro. Soldi che non sarebbero stati versati nelle casse dell’Aci, nonostante l’incasso riscosso dalle tasche di alcuni degli associati. Le sedi che finirono sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti furono quelle di Angri, Nocera Inferiore e Scafati. Tutte facenti capo alla N&F consulting s.n.c. , riconducibile alla Nasti. Ieri mattina, in aula, è stato ascoltato il marito della donna, anch’egli dipendente, il quale ha riferito sulla gestione dei pagamenti e sulla disponibilità necessaria di un numero preciso di dipendenti per le varie pratiche. La stessa gestione sarebbe stata definita un po’ “allegra”, ma esclusivamente legata alla disponibilità di un’unica password che permetteva ai vari dipendenti l’accesso ai computer.   

L’uomo ha risposto alle domande dell’avvocato difensore Francesco Matrone e del pm in udienza, Federico Nesso. In particolare, sui tributi che in materia di registro automobilistico e bollo di circolazione, insieme all’assistenza stradale offerta agli associati, erano affidati a società concessionarie come quella di Nasti. La prossima udienza prevederà le discussioni dell’avvocato e la requisitoria del pubblico ministero. Poi la sentenza, che chiuderà in primo grado una vicenda giudiziaria che molto scalpore destò all’epoca dell’indagini.