Oltre 20 persone a processo con l’accusa di truffa e associazione a delinquere. Si chiude il cerchio sulla maxi indagine della procura di Nocera Inferiore (oltre 150 gli indagati) su quasi 70 sinistri stradali “organizzati” per truffare 17 compagnie assicurative. Il gup Alfonso Scermino ha emesso due giorni fa decreto di rinvio a giudizio per la restante parte dei soggetti ritenuti al centro di un enorme giro di raggiri. Sono tutti accusati di truffa in concorso. L’inchiesta fu condotta dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, dietro disposizione del pm Roberto Lenza, dalla quale emerse un numero di persone impegnate a gestire pratiche di incidenti mai avvenuti per intascare i premi assicurativi. Tutto comincia nel 2012, con le prime denunce sporte dalle compagnie assicurative. Saranno 17 quelle raggirate. Gli investigatori cominciano a mettere insieme la prima documentazione legata a diversi sinistri, disponendo un’attività massiccia di intercettazioni telefoniche. Ed è così che si scopre l’esistenza di un “sistema” ben collaudato e finalizzato a commettere truffe attraverso la denuncia di sinistri stradali mai avvenuti. Al centro dei raggiri ci sono tre avvocati (circostanza che determinerà lo stralcio, con le accuse di associazione a delinquere per i tre legali), che sono in contatto con una quarta persona. Un soggetto sprovvisto di patente di guida ma che figura in almeno 60 incidenti. Il suo è un ruolo cardine, perché oltre a procacciare complici e organizzare infortuni, mantiene i contatti con gli studi legali interessati dalla gestione delle pratiche. Il ruolo degli avvocati fu ritenuto importante, in quanto sarebbe stato diretto a massimizzare il risarcimento dei danni provocati dagli incidenti, che poi andavano divisi un po’ tra tutte le parti. Il gup si è ritrovato a valutare i ruoli di danneggiati e danneggianti, i quali spesso figuravano in modo “ciclico” per molti dei sinistri finiti negli atti della procura. Altri invece, seppur presenti, figuravano persino all’estero per lavoro. I risarcimenti percepiti indebitamente furono quantificati intorno ai 250mila euro circa. Il processo comincerà alla fine del 2016, davanti al giudice monocratico Diograzia.

