Indagine sull’ex Copmes: anche il Riesame dice no alla richiesta di sequestro della Procura. Sullo sfondo, l’inchiesta che il sostituto della procura di Nocera Inferiore, Roberto Lenza, sta conducendo sull’area industriale e che vede indagate dieci persone, tra tecnici comunali, professionisti e consiglieri del Cda di Scafati Sviluppo, la società partecipata impegnata nel progetto di reindustrializzazione. Secondo la consulenza firmata da un perito, legata al progetto per la realizzazione dei capannoni nell’ex Copmes, non vi sarebbe stato il rispetto della normativa vigente in maniera urbanistica. Nello specifico, presunte irregolarità sarebbero state riscontrate sulle distanze tra l’area industriale e il cimitero. Una distanza di 200 metri, che però per la procura risulterebbe essere invece la metà. Quel vincolo poteva tuttavia essere rimosso per opere di interesse pubblico, così come riportato dall’architetto Alessandro Dal Piaz nel 1996, attraverso la redazione del Piano regolatore generale dove venne rilevato l’errore materiale. Una prima richiesta di sequestro preventivo era stata già rigettata dal gip di Nocera Inferiore, Luigi Levita, che motivò la sua decisione riferendo che già dal 1998 l’amministrazione prese atto di quell’errore e della volontà di rimuovere il vincolo. Così come nulla impedirebbe al consiglio comunale di diminuire quella distanza. Le accuse nei confronti dei 10 indagati sono di abuso edilizio. Qualche giorno fa la decisione del Riesame di Salerno, interpellato dalla procura di Nocera Inferiore con tanto di appello. Un nuovo no, che potrebbe portare la stessa procura ora a rivedere l’intera indagine.
Così come per la prima decisione, anche per la seconda, si è registrato il plauso dell’amministrazione comunale. In primis del sindaco Pasquale Aliberti, che ha dichiarato: «Il rigetto dell’appello al Riesame è l’ennesima dimostrazione che l’area ex Copmes è sempre stata al servizio degli imprenditori e della città, come volano dell’economia cittadina. Abbiamo sempre ragionato nell’interesse di Scafati e mai nell’interesse personale o del singolo». Stesso tenore nelle dichiarazioni anche per Antonio Mariniello, presidente della Scafati Sviluppo, che però aggiunge: «Mi dolgo, però, per le energie, anche economiche, che si sottraggono all’Ente per contenziosi assurdi, nonché per il comportamento di parti politiche che, ad una legittima dialettica, preferiscono le aule di Tribunale»

