L’apparecchio per la coronarografia è guasto e i pazienti devono rimanere in attesa in unità di terapia intensiva coronarica. E la tensione, mista a preoccupazione, tra i familiari cresce. A farla da padrona la paura che chi è in Utic può rischiare veramente grosso.
Scoppia un nuovo caso all’Umberto I di Nocera Inferiore, in particolare all’interno della terapia intensiva predisposta alle cure di pazienti infartuati. Secondo le testimonianze, già da diverso tempo la macchina che fa la coronarografia non funziona e i medici, loro malgrado, sono costretti a ricercare eventuali capillari occlusi solo attraverso le apparecchiature classiche. Certo, questo tipo di apparecchiature consente una visuale “fotografica” del cuore permettendo ai medici di poter individuare eventuali occlusioni, ma se il capillare occluso è nascosto (ad esempio dietro quelli visibili), l’occlusione non si vede e il rischio che non venga curata è alto.
Per ovviare a questo tipo di problema, negli ultimi anni è stato introdotto un nuovo apparecchio che consente la visuale in 3D del cuore stesso. In parole povere, il cuore lo si vede da tutte le angolazioni e le eventuali occlusioni sono perfettamente individuabili.
Quest’apparecchiatura c’è anche a Nocera Inferiore, ma da un po’ risulta guasta e in attesa di riparazione. Un’attesa che per molti pazienti dura già da diverso tempo. Venerdì scorso, così come hanno raccontato alcuni dei familiari, fu detto che l’apparecchio sarebbe stato riparato lunedì (ieri). Da ieri, si è passati a oggi. Da oggi si è passati alla promessa di domani. Insomma, i giorni passano e i familiari dei pazienti in primis tendono a preoccuparsi. I degenti si ritrovano in Utic e gli stessi posti letto rischiano di esaurirsi, perché nessuno può essere trasferito in reparto prima che venga individuato a fondo il problema e si delineino le procedure di intervento.
E la domanda che ci poniamo è una sola: perché quest’apparecchio non viene riparato?
