Napoli, la Divisione Anticrimine sequestra beni per 700mila euro

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Un appartamento a Melito, due imprese individuali attive nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento (una con sede a Melito, l’altra a Napoli), 26 rapporti finanziari intrattenuti con uffici postali e diverse filiali di istituti bancari: beni dal valore di circa 700mila euro, sottoposti a sequestro dalla Divisione Anticrimine della Questura di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali, in esecuzione di due decreti del Tribunale di Napoli.

Destinatario del provvedimento, Ciro Bernardi, condannato dalla Corte di Appello di Napoli (sentenza resa definitiva in Cassazione) a sei anni di reclusione per associazione per delinquere di tipo mafioso, finalizzata alla produzione ed al commercio di beni con marchi contraffatti e con segni distintivi falsi, aggravati dal fine di mafia.

Le attività di indagine (intercettazioni telefoniche ed ambientali) e le risultanze processuali hanno consentito di accertare il ruolo associativo di Bernardi – imprenditore nel commercio all’ingrosso di capi di abbigliamento – all’interno del clan camorristico “Alleanza di Secondigliano”, diretto da Edoardo Contini e dai fratelli Vincenzo, Pietro e Maria Licciardi.

Bernardi risultava stabilmente inserito nella struttura e fungeva da punto di riferimento del cartello camorristico per la gestione di capitali illeciti, oltre che da addetto all’importazione, produzione ed esportazione di merce con marchi contraffatti. Particolarmente attivo, infine, nella gestione dei flussi finanziari illeciti e nella ripartizione degli stessi all’interno dell’organizzazione.

Quest’oggi, l’esecuzione dei due decreti di sequestro.