Pagani. Contaldo torna libero, l’inchiesta “Jamm Jamm” si sgretola

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Torna in libertà Antonio Contaldo. Il gip del tribunale di Salerno, dietro istanza presentata dall’avvocato di fiducia Vincenzo Calabrese, gli ha revocato anche la misura dagli arresti domiciliari, dopo averlo precedentemente rimesso in libertà dal carcere di Fuorni. Classe ‘66, conosciuto a Pagani come “O caccaviell“, Contaldo era finito coinvolto insieme a fratelli, figli e familiari in una maxi inchiesta della Dda di Salerno, che ipotizzava l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla gestione e amministrazione dei giochi online, con piattaforme illegali di siti web esteri che sarebbero state attivate abusivamente senza alcuna autorizzazione da parte dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Contaldo e parte della sua famiglia avrebbero gestito diversi canali, raccogliendo scommesse clandestine, e creandone poi anche di propri. Per il pm Giancarlo Russo, si sarebbe avvalso della collaborazione di altre organizzazioni operanti sul territorio, tra le quali quella dei fratelli Tancredi di Potenza e di soggetti ritenuti vicini alle cosche della “Ndrangheta calabrese”. Ipotesi che spinse l’Antimafia a coordinare le indagini, materialmente condotte dalla Guardia di Finanza di Salerno.

Il quadro indiziario a suo carico si era tuttavia già ridimensionato nella fase degli interrogatori di garanzia, a differenza invece di molti degli altri indagati, le cui posizioni si attenuarono già nel momento in cui il gip respinse alcune delle misure cautelari chieste dalla procura. A fornire maggiore chiarezza ci pensarono poi gli interrogatori di garanzia, al termine dei quali il giudice per l’indagine preliminare rimise in libertà molti di quelli che gli investigatori ritenevano i protagonisti del giro criminoso. Le accuse mosse nei confronti di Contaldo sono state riviste rispetto all’epoca del blitz, con due misure cautelari di fatto revocategli a distanza di pochi mesi. Gli indagati dell’operazione ribattezzata “Jamm Jamm”, (dal nome di un locale di San Valentino Torio), erano e sono ben 64, dei quali 57 accusati di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività di organizzazione e raccolta a distanza del gioco on line, Altri invece rispondono di abusiva attività di organizzazione di gioco, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico, falsità, violenza privata, abusivo esercizio di una professione sanitaria, favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d’ufficio. Anche le 23 attività commerciali, precedentemente sequestrate dalle fiamme gialle, poterono dopo breve tempo riaprire i battenti.

Tra i coinvolti, anche alcuni esponenti delle forze dell’ordine. Tra questi un carabiniere in servizio all’epoca presso la tenenza di Pagani, poi ritornato a lavoro, ad Angri, dopo che la procura lo aveva fatto sospender per un anno dal servizio. Lui, ma anche un finanziere, furono accusati di aver spifferato a Contaldo l’esistenza di indagini a suo carico, oltre che di sequestri imminenti per le sue attività. In virtù del ridimensionamento di buona parte dell’impianto accusatorio, alla procura non resta che chiudere le indagini e procedere con le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione.