Pagani. Terremoto politico in “la città che vogliamo”. Si dimette Novi

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Aniello Novi getta la spugna e lascia il Movimento “La Città che Vogliamo”. La mancanza di spirito di condivisione e di armonia collaborativa per intenti comuni ha spinto il coordinatore a lasciare il timone della compagine: “Già da tempo, però, tra gli aderenti al Movimento- si legge nella nota di resa- è cessato – anche per colpa del sottoscritto – quello spirito di squadra, quella partecipazione, quell’armonia e condivisione di obiettivi che sono i presupposti per far crescere un movimento politico”.

Seguono, poi, critiche durissime alla passata amministrazione: “quasi 10 anni di governo del centro destra paganese (2002-2011) sono stati caratterizzati “da un’incapacità cronica ed evidente – che persiste ancora – di riscossione delle tasse”, da una gestione negligente ed onerosa – si legge nel documento- del servizio rifiuti e della raccolta differenziata; “da una monumentale competenza amministrativa e contabile” per aver costituito tre società a totale capitale comunale Multiservice, Fondazione ed Istituzione e per averle fatte tutte fallire”. Ha l’amaro in bocca, Novi, che si scaglia duramente contro la classe politica paganese e la stessa città di Pagani: “Sbagliavo di brutto. A Pagani la normalità è un’eccezione, è uno stupore mentale, è sabotata, strumentalizzata e criticata a prescindere.

A Pagani – continua- la politica è solo conflitto di interessi tra “amici”, nemici ed ex alleati. C’è il tutti contro tutti finalizzato solo ad accrescere posizioni di potere e privilegio. Ma c’è anche dopo il tutti contro tutti, il tutti assieme. Quando invece servirebbero “semplicemente” formazioni unite da passione, altruismo, proposte condivise e progettazione concreta. Senza le quali c’è e ci sarà sempre solo approssimazione e navigazione a vista, ma mai quella visione illuminata che potrebbe tirarci fuori dal baratro in cui siamo finiti. “I politici a turno da circa 14 anni governano legittimamente Pagani come un feudo personale”.