Agro nocerino. Minorenni costretti ad elemosinare: 3 rom a processo

Avevano la base alle spalle dello stadio S. Francesco a Nocera Inferiore

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La «base» era alle spalle dello stadio S. Francesco, in un campo più volte sgombrato ma sempre rimesso in piedi. Le vittime invece erano nomadi, tra le quali anche due minori, costretti a mendicare nei pressi di supermercati, chiese e incroci. Con le accuse di tratta di persone e riduzione in schiavitù saranno ora processati tre romeni, arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore lo scorso mese di febbraio. Dietro un’indagine condotta dal pm dell’Antimafia, Rocco Alfano (intervenuta per la presenza dei minori), gli investigatori scoprirono l’esistenza di un’organizzazione che si muoveva tra la Romania e l’Italia, con il trasferimento presso quest’ultima di uomini, donne ma anche bambini. Davanti al giudice, in seguito all’accoglimento del rito immediato per mano del gup Pietro Indinnimeo, compariranno Zoltan Kozak, Mihaly Matyas e Cornel Coaniciu. I tre sono difesi e assistiti dai legali Giovanni Conte e Antonio De Donato. Stando alle indagini della Dda, i tre (di 48, 22 e 56 anni) – insieme ad altri – avrebbero fatto giungere clandestinamente in Italia oltre 30 persone. Molte di queste venivano poi spedite nei comuni dell’Agro nocerino per raccogliere soldi attraverso l’elemosina. Chi si ribellava o non portava nulla a casa, veniva picchiato o non veniva nutrito. I guadagni per chi si sospetta fosse a capo del giro erano irrisori, non oltre i 10 euro al giorno. Uno dei tre imputati, era l’addetto al trasporto degli “schiavi” dalla Romania all’Italia. Chi giungeva su suolo italico proveniva da paesi estremamente poveri e magari speranzoso di cambiare la propria condizione di vita. Invece, a ognuno veniva destinata la propria zona, magari anche un angolo specifico (tra supermercati o l’esterno di uffici pubblici), dove andare a elemosinare. Le indagini partirono nell’aprile del 2015. In fase cautelare, il gip non ritenne sussistente i contorni del reato di riduzione in schiavitù. Ai tre fu contestata anche l’associazione a delinquere. All’arresto sfuggirono due persone (le indagini non sono ancora concluse), risultate irreperibili, mentre un minore fu denunciato in stato di libertà. Il processo partirà a settembre.