La famiglia De Santis rischia un nuovo processo. La procura di Nocera Inferiore ha infatti chiesto il giudizio immediato per Fernando De Santis e la moglie Filomena Vicidomini. Il procedimento è quello che qualche settimana fa, portò agli arresti domiciliari i due, insieme alla madre del primo, Filomena Paolino (poi scarcerata). Il fascicolo della procura concentrava la sua attenzione sulla società “Astuto srl” di Avellino, fallita nel maggio 2015 dal tribunale irpino. Anche questa, ritenuta parte di quella «galassia» riconducibile alla famiglia De Santis e agli istituti di vigilanza. Attraverso un lavoro di ricostruzione delle vicende legate a ben 20 società, tutte gestite “formalmente” da prestanome, proprio come L’Astuto srl, la Guardia di Finanza scoprì che il ruolo di titolare effettivo era svolto da Fernando De Santis, che attraverso un sistema di soggetti “schermo” avrebbe tentato di sottrarsi a diversi addebiti. Il metodo utilizzato sarebbe risultato essere il medesimo, già accertato precedentemente dalla procura nocerina. E cioè, le cariche societarie venivano intestate a dipendenti o consulenti del “gruppo De Santis”, che nella maggior parte dei casi erano costretti ad accettare di figurare in prima persona. Pena la perdita del lavoro. Nessun obbligo di versare contributi previdenziali e assistenziali, né tributi. Con il risultato di condurre quelle stesse società a fallimento certo. Nel caso specifico, anche L’Astuto, impegnata nel settore della vigilanza privata, era amministrata da una “testa di legno”. Ma la gestione reale per le fiamme gialle era riconducibile alla famiglia De Santis, da anni impegnata in quel settore.
La Finanza scoprì inoltre che al curatore fallimentare non sarebbe mai stata consegnata alcuna scrittura contabile, perché l’obiettivo era di impedire la ricostruzione delle vicende imprenditoriali al periodo cronologico antecedente alla declaratoria di fallimento. L’inchiesta della tributaria salernitana portò anche ad una nuova misura cautelare, legata al sequestro di un immobile adibito ad uffici di oltre 500 metri quadri, sito nel cuore di Nocera Inferiore, a Piazza Amendola. Il valore stimato era di 700mila euro. La richiesta di immediato avanzata dalla procura è giustificata dall’evidenza delle prove, tanto da bypassare l’udienza preliminare e finire direttamente al dibattimento. Per De Santis sarebbe il terzo processo, a sua volta nato dalla maxi inchiesta sugli istituti di vigilanza condotta dal sostituto procuratore Roberto Lenza diversi anni fa. Qualche giorno fa, invece, Filomena Scarpati (indagata nel procedimento madre) è stata scarcerata dagli arresti domiciliari. Il tribunale le ha concesso la possibilità di recarsi al lavoro, disponendo per lei l’obbligo di dimora. La donna, ritenuta collaboratrice di De Santis, è assistita dall’avvocato Pietro Pasquali.

