Cavese: tra vittoria play-off e immediato futuro

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Sfatato anche il tabù Frattamaggiore. Dopo la vittoria dei play-off, in casa Cavese resta da sciogliere un nodo cruciale: cosa farà il presidente Campitiello? Resta e raddoppia? Lascia e approderà su altri lidi, magari Trieste o Treviso? Incognite che pesano come un macigno per chi ha nel cuore le sorti del club metelliano. Le intemperanze di 30 sconsiderati contro il Reggio Calabria e le bombe carta lanciate in campo, che sono costate un bel po’ di soldini in termine di multe da parte della Lnd, potrebbero influire moltissimo sulla scelta del presidente se continuare o meno.

Il presidente Campitiello ha operato nel migliore dei modi, in primis risanando una società cui a scadenza praticamente quotidiana sono state recapitate vertenze da creditori della vecchia gestione. Attualmente, la società metelliana è appetibile da calciatori e addetti ai lavori perché ha puntualità nei pagamenti, cosa molto rara in un calcio malato e fatto d’improvvisazione, da chi cerca di racimolare qualche euro.

L’ambiente metelliano dovrà ricompattarsi, anche dal punto di vista dei rapporti tra tifoseria e società. Solo così si può programmare un futuro roseo, scongiurando nubi neri come nel recente passato.

Tornando al match di Frattamaggiore, in campo s’è vista una Cavese dai due volti. Quella del primo tempo, lenta e impacciata e molto prevedibile; nella ripresa però è venuto fuori l’orgoglio di una squadra al cospetto di una formazione che ha cercato solo di controllare la partita.

La differenza l’hanno fatta gli uomini delle panchine. Mentre Liquidato aveva poca scelta e soprattutto poca qualità, Longo ha potuto usufruire di giocatori del calibro di Ausiello, ma soprattutto di capitan De Rosa che, con il suo ingresso in campo, ha letteralmente sconquassato il pacchetto arretrato frattese. Qualcuno dice che la vittoria metelliana è da ascrivere all’infortunio del portiere dei napoletani Rinaldi. C’è sicuramente anche questa componente, ma la differenza vera l’hanno fatta gli uomini e la voglia di dimostrare ai propri sostenitori e alla società – da parte di Di Deo e compagni – di essere una squadra forte e quadrata.

I migliori? Longo, Marotta, ma soprattutto Celiento e Costanzo, che a 31 anni corre come un ragazzino agli esordi: chapeau! In casa Cavese sarebbe sin troppo facile dire Claudio De Rosa: se c’erano dubbi sulla sua tenuta fisica, viene facile chiedersi cosa avrebbe combinato se fosse stato al top della condizione. Menzione a parte la merita Emanuele Conti, un portierino di cui sentiremo ben presto parlare, affidato alla sapiente cura dell’agente Giancarlo Petrocco e dell’allenatore dei portieri Valerio Visconti. Il ragazzino, dopo un ottimo campionato lo scorso anno a Campobasso, ha ripetuto l’annata eccezionale, dimostrando di valere categorie superiori.

I complimenti vanno fatti anche al duo Donnarumma: Antonio – impiegato in semifinale col Reggio Calabria – è cresciuto in una maniera esponenziale, grazie anche al lavoro fatto da quel “mago” che è Sandro Luciano, tecnico della Juniores metelliana; Daniele ieri è stato un’autentica furia sulla corsia mancina. Tecnica, intelligenza tattica e polmoni d’acciaio hanno fatto sì che dalle sue parti fosse quasi impossibile passare. Un autentico stantuffo che ieri ha coronato la sua stagione siglando il gol del momentaneo 3-1.

Gli aspetti negativi? Le vittorie, si sa, cancellano tutto, compresi errori e orrori. Tutti in vacanza ora, staff tecnico e giocatori, in attesa di buone notizie provenienti dalla società.

Dulcis in fundo, ieri, allo stadio, si è visto anche Vincenzo Cosa, ex attaccante di razza ed ora operatore di mercato, al fianco del patron Domenico Campitiello. Che da Cosa nasca cosa?? Ai posteri l’ardua sentenza.

Carmine Torino