Maltrattamenti ai danni di una 26enne marocchina. L’amore spesso si trasforma in gelosia accecante e degenera in atroci violenze. La donna è stata legata, picchiata, seviziata ed ustionata alle parti intime con della plastica fusa, sembra quasi di rivivere la scena di un film horror ma si tratta di un episodio reale avvenuto in un’abitazione di Pagani, dove un marocchino 36enne ha minacciato la compagna di ucciderla se non avesse confessato presunte relazioni sentimentali. Alla donna già da qualche settimana era stato vietato di uscire ed era stata costretta in casa con la porta chiusa a chiave e le finestre sbarrate. Sabato sera in preda ad un attacco di gelosia l’uomo l’ha costretta a spogliarsi, le ha rasato una parte di capelli e l’ha trascinata in cucina dopo averle legato mani e piedi. Lì ha preso brutalmente a picchiarla, colpendola al volto con calci e pugni, con l’accendino ha poi fuso della plastica ed ha lasciato che colasse sul ventre e tra le natiche incurante delle sue grida di dolore. L’ha slegata solo quando l’ha vista priva di forze senza neanche più fiato per gridare e si è avventato su di lei con un coltello. La donna l’ha abbracciato per cercare di calmare la sua furia e dopo essersi assicurata che dormisse ha raccolto le sue cose ed è scappata in strada in cerca di aiuto. Molti automobilisti non si sono fermati, ha poi bussato ad un cancello ma un’anziana signora le ha offerto solo una bottiglia d’acqua. A prestarle soccorso una sua connazionale che l’ha condotta a casa della sorella, a San Giuseppe Vesuviano. Da qui è stato avvisato il 118 ed è stata immediatamente trasportata all’ospedale di Nola dove i medici le hanno staccato dal corpo i pezzi di plastica bruciata prescrivendole una prognosi di 30 giorni. Il compagno è stato arrestato ed attualmente si trova nel carcere di Poggioreale. E’ difeso dall’avvocato Gerardo Cembalo e nega tutto ma per il giudice che ha disposto il fermo le prove sono schiaccianti.
Roberta Montanaro

