Clan Matrone, Antimafia chiede processo per 18 persone

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La maxi indagine su vertici e affiliati del clan Matrone giunge in sede d’udienza preliminare, con 18 persone a rischiare il processo. La Procura Antimafia di Salerno, dopo aver di fatto concluso una corposa attività investigativa, ha ora chiesto il rinvio a giudizio per molti degli indagati (27 quelli in totale), che saranno sottoposti alle valutazioni del gup il prossimo 18 giugno. Le posizioni rientrano in uno stralcio deciso dalla Dda, con reati che vanno dall’estorsione all’usura, fino alla droga. I ruoli «principali» saranno invece trattati a parte. L’attività della Dda parte da lontano, all’incirca nel 2001 e concentrata nel comune di Scafati e sulle attività di una presunta organizzazione criminale in odore di camorra. Un gruppo che avrebbe fatto riferimento esplicito a Francesco Matrone, alias “a belva”. Molti dei coinvolti, sono accusati anche di aver favorito la sua latitanza. Davanti al giudice sfileranno imprenditori, pregiudicati, ma anche insospettabili. E con un contesto, unico per tutti, dentro il quale sarebbero maturate poi le singole contestazioni. Il gruppo in questione sarebbe stato impegnato nel traffico di droga, nella detenzione e porto illegale di armi, in attività di estorsioni ed usura a danno di commercianti e imprenditori scafatesi, oltre che di riciclaggio e reimpiego di denaro proveniente da attività illecite. Tra queste, la gestione e il controllo di attività economiche, come i videopoker, da imporre ai gestori dei locali per poi impossessarsi di parte dei profitti. L’attività era tale da portare alcuni degli indagati a scontrarsi anche con altre organizzazioni criminali, come i Ridosso e i Campagnuolo. E ancora: praticare interessi usurai ad imprenditori, oltre che a tentare di estorcergli soldi. Vittime, in questo caso, chi lavorava nell’edilizia. I soldi guadagnati venivano anche reinvestiti in attività apparentemente pulite, come la vendita di auto o in investimenti di tipo finanziario. La concentrazione dell’Antimafia sul territorio scafatese è al momento massima. Giorni fa, l’altro sostituto della Dda, Giancarlo Russo, ha depositato i verbali del collaboratore di giustizia Alfonso Loreto. L’ex affiliato alla Nuova Famiglia di Pasquale Loreto, ha raccontato altri aspetti di quel sistema criminale degli ultimi dieci anni, che di recente ha sfiorato anche la classe politica.