Un finale di stagione da batticuore. A raccontarlo è il dg corallino Vincenzo Calce che in quel di Picerno ha sancito la permanenza in D della Turris: “La gara di Picerno è stata l‘epilogo del film di questo nostro campionato. Una stagione nata tra mille difficoltà ed in cui si è sofferto fino alla fine, dove la Turris ha avuto due facce, una bella in casa, l’altra pallida in trasferta. Insomma, anche nell’ultimo atto si sono confermati pregi e difetti di quest’annata dalle forti emozioni”. Sul primo tempo da dimenticare il dg Calce non si nasconde: “Abbiamo sbagliato l’approccio. Era una partita da giocare a trazione anteriore, invece abbiamo permesso al Picerno di esprimersi in piena scioltezza. Sul 2-0 l’ho vista nera, ma la squadra nella ripresa ha tirato fuori l’orgoglio, spinta anche dalla passione e dal sostegno unico della nostra tifoseria. Considerando le premesse di partenza e le risorse a disposizione, è stata fatta un’impresa. So benissimo che parlare di salvezza è riduttivo per una piazza come Torre, ma quello che contava quest’anno era mantenere la categoria, per permettere a questa società di continuare a pianificare il futuro e di crescere passo per passo, evitando così cadute repentine. A differenza di altre società, che forse si sono lasciate maggiormente andare sul mercato senza averne le reali possibilità, noi abbiamo preferito onorare tutti gli impegni attraverso una gestione oculata e solida, che alla fine ci ha dato ragione”. Ora si aprono nuovi scenari per la Turris ed il dg Calce non vede l’ora di programmare già la prossima stagione: “Nelle prossime ore avrò un confronto con il presidente ed il resto dello staff, dove cominceremo già a studiare le strategie per il prossimo anno. Vogliamo ripartire subito e confermo l’intenzione di voler disputare un campionato importante. Faremo di tutto per riuscirci”. In ultimo, la risposta al tecnico dei lucano Arleo (“Calce? L’ho studiata al geometra, il resto non lo conosco”). “Arleo – dice Calce – lo vedo come quei bambini che vanno in cerca dello sport più idoneo. Cinque anni fa era passato al basket, poi ha cambiato di nuovo idea. Si vede che a 60 anni ancora non ha capito che strada prendere. In settimana avevo detto di non stimarlo calcisticamente perché con le sue dichiarazioni ha sempre fatto danni nelle società in cui ha militato e ci sono prove concrete che lo confermano. Per il resto voglio complimentarmi con il Picerno e non capisco come abbia fatto a retrocedere, dato che in rosa vanta individualità importanti e certamente non da terzultimo posto”.

