Caso Domenico, i Nas tornano al Monaldi: “Manca un documento chiave nella cartella clinica”
Proseguono anche oggi, domenica, le attività investigative dei carabinieri del Nas sulla morte del piccolo Domenico, deceduto ieri all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo oltre due mesi di coma in seguito a un trapianto di cuore rivelatosi fatale.
I militari dell’Arma sono tornati questa mattina nella struttura sanitaria partenopea nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli, con il procuratore aggiunto Antonio Ricci e il sostituto Giuseppe Tittaferrante. L’attività segue la notifica, avvenuta ieri, degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati e il contestuale sequestro dei loro telefoni cellulari.
Il documento mancante
A sollevare un nuovo e delicato elemento è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino. In un’intervista all’ANSA, Petruzzi ha evidenziato un’anomalia nella documentazione sanitaria trasmessa dall’ospedale.
«Dalla cartella clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore prima di impiantare quello danneggiato», ha spiegato il legale.
Un documento ritenuto fondamentale per ricostruire con precisione le fasi dell’intervento chirurgico del 23 dicembre e i momenti immediatamente successivi.
Orari senza minutaggio
Secondo la difesa della famiglia, non si tratterebbe dell’unica criticità. «Le varie fasi sono descritte cronologicamente – ha aggiunto Petruzzi – ma manca il minutaggio preciso, che sarebbe necessario per comprendere il reale succedersi degli eventi». Un’assenza che, secondo il legale, rende più complessa la ricostruzione puntuale di quanto accaduto in sala operatoria.
Nuove iniziative in Procura
L’avvocato ha annunciato che nella mattinata di domani tornerà in Procura per segnalare formalmente l’anomalia e chiedere ai magistrati di acquisire il diario di perfusione, qualora non sia già stato sequestrato. Nella stessa occasione depositerà anche la nomina dell’anatomopatologo di parte, in vista dell’autopsia sul corpo del bambino, che non è stata ancora fissata ma che rappresenterà un passaggio centrale dell’inchiesta.
Nel frattempo, le indagini dei Carabinieri del NAS proseguono senza sosta. Con la morte del piccolo Domenico, la posizione dei sanitari indagati è destinata ad aggravarsi: l’ipotesi di reato, attualmente contestata come lesioni colpose gravissime, potrebbe essere riqualificata nei prossimi giorni in omicidio colposo, dopo l’esame autoptico.
Un’inchiesta che si preannuncia lunga e complessa, mentre Napoli e l’intero Paese continuano a interrogarsi su una vicenda che ha profondamente scosso l’opinione pubblica.

