L’attuale dibattito politico a Pagani si consuma tutto intorno a una cifra: il 28%. È la percentuale di raccolta differenziata raggiunta a un mese dall’avvio del nuovo servizio, un dato che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Raffaele Maria De Prisco sta rivendicando con forza come una vittoria storica rispetto al precedente, drammatico 1%. Tuttavia, questa lettura dei fatti trova la ferma opposizione di Vincenzo Calce, ex consigliere comunale e imprenditore, che solleva una questione di onestà intellettuale e memoria amministrativa.
Secondo Calce, il racconto istituzionale soffre di una grave omissione di fondo. Quel misero 1% da cui si è partiti non è un’eredità caduta dal cielo o il lascito di gestioni remote, ma rappresenta il punto più basso toccato dalla città proprio durante i 5 anni di gestione della stessa compagine politica oggi al governo. L’imprenditore sottolinea come un simile collasso del sistema non avvenga in modo repentino, ma sia il risultato di anni di scelte organizzative e gestionali che hanno portato il servizio di igiene urbana ai minimi termini. In quest’ottica, la “base di ripartenza” non sarebbe altro che il frutto di un fallimento maturato sotto l’attuale guida.
L’analisi di Calce si sposta poi sulla reazione della cittadinanza. Il fatto che in poche settimane si sia passati dall’1% al 28% dimostra, a suo avviso, che i cittadini di Pagani fossero già pronti e predisposti a un sistema civile di smaltimento. Il rapido incremento evidenzia che le criticità degli anni passati erano legate esclusivamente all’inefficienza del modello organizzativo e non a una mancanza di senso civico della comunità. Questo salto numerico, pur essendo un segnale positivo, conferma che un servizio efficiente avrebbe potuto e dovuto essere attivato molto tempo prima, evitando alla città anni di degrado e posizioni di coda nelle classifiche regionali.
Il miglioramento registrato è un dato positivo e va riconosciuto nell’interesse ambientale ed economico della città. Tuttavia, sottolinea Calce, quando si parla di numeri, è fondamentale attenersi esclusivamente a fonti ufficiali e certificate, non a elaborazioni “fatte in casa” a ridosso della scadenza di un mandato.Invito a fare riferimento ai dati pubblicati dawll’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti e a comparare le percentuali su una base temporale più ampia e omogenea, non su un solo mese. Solo così si garantisce trasparenza, credibilità e rispetto dell’intelligenza dei cittadini ed aggiungiamo significatività e credibilità.

