Restano senza risposta i principali interrogativi sull’omicidio avvenuto nell’ex area Cnr di Scandicci. La vittima non è stata ancora identificata con certezza e solo l’autopsia, in programma all’Istituto di Medicina Legale di Careggi, potrà chiarire quando e come la donna sia stata uccisa, mentre gli inquirenti scavano tra ipotesi, immagini di videosorveglianza e segnalazioni recenti.
Chi era la donna trovata senza vita resta il primo grande nodo dell’inchiesta. In un primo momento si era parlato di una cittadina tedesca di 44 anni, ma nelle ore successive ha preso corpo l’ipotesi che possa trattarsi di una giovane di origine romena, conosciuta nella zona come senza fissa dimora. Sul corpo non sono stati rinvenuti documenti e solo gli esami del Dna potranno fornire una conferma definitiva sull’identità.
Anche il momento esatto della morte è ancora incerto. Il cadavere è stato scoperto mercoledì mattina, ma non è chiaro se l’omicidio sia avvenuto poche ore prima del ritrovamento o se risalga a giorni precedenti. Una risposta potrà arrivare dall’autopsia, disposta dalla Procura, che dovrà chiarire tempi, cause del decesso ed eventuali segni utili a ricostruire la violenza subita.
Tra gli elementi che inquietano di più c’è il coltello rinvenuto nell’area, non immediatamente accanto al corpo. L’arma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad accertamenti per stabilire se sia stata effettivamente utilizzata per il delitto. Resta inoltre aperta la questione del luogo dell’omicidio: la donna è stata uccisa lì oppure il corpo è stato trasportato successivamente nell’area ex Cnr, scelta forse proprio perché isolata e priva di telecamere interne?
Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini delle telecamere presenti a meno di cento metri, in particolare quelle delle scuole superiori Russel Newton, nella speranza di individuare movimenti sospetti o passaggi utili a ricostruire quanto accaduto. Parallelamente viene valutato un possibile collegamento con un episodio avvenuto nei giorni precedenti, quando un uomo di origine marocchina era stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio per comportamenti aggressivi nei confronti di alcune donne che frequentavano la zona. Al momento non ci sono conferme di un legame diretto, ma l’episodio è finito sotto la lente degli inquirenti.
Il delitto riaccende infine i riflettori sull’area ex Cnr, da tempo al centro delle polemiche per il tema della sicurezza. Un luogo che di giorno è frequentato da famiglie, studenti e proprietari di cani, ma che di sera cambia volto e diventa rifugio per persone invisibili. La sindaca di Scandicci, Claudia Sereni, ha espresso profondo allarme per l’accaduto, ribadendo fiducia nelle forze dell’ordine e ricordando che l’area è destinata a un progetto di riqualificazione da 2,5 milioni di euro finanziato dalla Regione. Intanto, però, le opposizioni tornano a chiedere interventi immediati sul fronte della sicurezza.
L’inchiesta è solo all’inizio. Restano un coltello da analizzare, un luogo simbolo di degrado e una morte che, per ora, continua a lasciare più domande che risposte.

