Si riaccende la speranza per il piccolo Domenico, il bimbo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto non riuscito di un cuore arrivato gravemente danneggiato. Nella serata di ieri si è reso disponibile un nuovo organo e oggi sarà valutata la compatibilità definitiva e la trapiantabilità.
“Si valuterà la compatibilità e la trapiantabilità, se il gruppo sanguigno sarà compatibile”, ha dichiarato l’avvocato di famiglia Francesco Petruzzi durante la trasmissione “È sempre Cartabianca” su Retequattro.
Secondo quanto riferito dal legale, l’espianto del cuore non è ancora stato eseguito. L’organo sarebbe compatibile, ma l’assegnazione definitiva dipenderà anche dalla presenza di altri pazienti in lista d’attesa. Se il cuore verrà destinato al piccolo, l’intervento sarà effettuato immediatamente all’arrivo dell’organo.
Le condizioni del bambino e il maxi consulto
Il bambino, che da due mesi lotta per la vita, sopravvive grazie a un macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea. Un supporto vitale che, però, con il passare del tempo può provocare danni progressivi agli organi interni.
Gli specialisti del Bambin Gesù di Roma, consultati per un secondo parere, hanno evidenziato un quadro clinico estremamente delicato: emorragia cerebrale, insufficienza multiorgano (polmoni, reni e fegato) e un’infezione non controllata che, in caso di nuovo trapianto e conseguente terapia immunosoppressiva, potrebbe avere effetti devastanti.
Per questo l’ospedale Monaldi ha deciso di convocare un pool di esperti: oggi a Napoli sono attesi due specialisti del Bambin Gesù insieme a colleghi provenienti da Padova, Bergamo e Torino. Con i medici del Monaldi dovranno stabilire se esistano le condizioni per affrontare un nuovo intervento o se sia necessario intervenire prima sulle patologie concomitanti.
Il bollettino medico riferisce che le condizioni del piccolo restano molto gravi ma stabili.
L’inchiesta sul primo trapianto fallito
Intanto prosegue l’indagine della Procura di Napoli sul precedente intervento non andato a buon fine. Al momento sono sei gli indagati per lesioni colpose. Sotto la lente degli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante, c’è soprattutto il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore.
Secondo quanto emerso, l’organo sarebbe stato trasportato in un box di vecchio tipo, simile a quelli utilizzati per mantenere fresche le bevande, anziché in uno dei moderni contenitori tecnologici in dotazione al Monaldi, capaci di monitorare costantemente la temperatura. Il freddo eccessivo, probabilmente dovuto all’uso di ghiaccio secco, avrebbe compromesso il cuore prima dell’impianto.
Nei prossimi giorni saranno ascoltati altri testimoni e successivamente gli stessi indagati, appartenenti alle due équipe coinvolte nell’espianto e nel trapianto. Non si escludono ulteriori sviluppi, anche fuori regione.
La telefonata della premier e l’attesa della famiglia
Nel frattempo la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, ha ricevuto una telefonata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso vicinanza e assicurato il massimo impegno per fare chiarezza sulla vicenda.
La priorità della famiglia resta una sola: salvare il “piccolo guerriero”. Il verdetto del maxi consulto atteso nelle prossime ore sarà decisivo per il futuro del bambino e guiderà le prossime scelte terapeutiche. L’Italia segue con apprensione una storia che intreccia speranza, dolore e una complessa battaglia medica e giudiziaria.

