Intervista all’onorevole Michela Rostan: “Puntare su strumenti innovativi come la telemedicina”

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Intervista all'onorevole Michela Rostan: "Puntare su strumenti innovativi come la telemedicina"


Abbiamo intervistato l’on. Michela Rostan, consigliere regionale della Lega e componente dell’Ufficio di Presidenza.

Onorevole Rostan, lei è componente di due commissioni di estremo rilievo e complessità considerate le peculiarità della Campania: sanità e politiche sociali. Secondo lei quali dovrebbero essere i primi provvedimenti della giunta in relazione ai due argomenti?

“Scontiamo innanzi tutto una grave carenza di personale medico e infermieristico nelle strutture sanitarie e ospedaliere, così come nelle fila dei medici di medicina generale. Ciò comporta da un lato che tantissimi cittadini sono sprovvisti di assistenza sanitaria adeguata, dall’altro l’impossibilità di ridurre le liste d’attesa, che oggi rappresentano una vera e propria barriera al diritto alla salute. Uno dei primi provvedimenti deve necessariamente essere la riduzione di questo gap. Accanto a questo, è fondamentale puntare anche su strumenti innovativi come la telemedicina soprattutto per i pazienti cronici, gli anziani e chi vive nelle aree interne. Bisogna poi investire in campagne di informazione e nelle diagnosi precoci. Ciò significherebbe salvare vite, ridurre i costi e migliorare la qualità della vita delle persone. Sul fronte delle politiche sociali dobbiamo supportare le famiglie che assistono soggetti fragili come anziani, disabili, persone nello spettro autistico. Occorre sburocratizzare le procedure e valorizzare un passaggio storico avvenuto con l’approvazione del disegno di legge che per la prima volta in Italia riconosce ufficialmente i caregiver familiari. Una realtà che per troppo tempo è rimasta invisibile, fatta di migliaia di donne e uomini che ogni giorno si prendono cura di un proprio familiare, spesso rinunciando al lavoro, al tempo personale, a una parte della propria vita. Sto lavorando insieme alle associazioni e a tutte le realtà che operano sul territorio ad un provvedimento che consenta la programmazione dei servizi, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e il riconoscimento del tempo di cura”.

Lei ha un ruolo istituzionale di grande rilievo in quanto componente dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Come pensa che l’assemblea possa tornare a svolgere un ruolo centrale dopo un decennio di sostanziale predominio della giunta guidata da De Luca?

“I cittadini campani chiedono istituzioni che funzionino e risposte ai loro problemi. In Consiglio regionale, come opposizione, non ci limiteremo a vigilare ma porteremo avanti le nostre proposte per garantire a tutti il diritto alla salute, trasporti efficienti, politiche sociali inclusive e per favorire l’occupazione, soprattutto di donne e giovani. In questo quadro, la mia elezione nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio rappresenta una responsabilità ulteriore: significa garantire correttezza, trasparenza e regolarità nei lavori dell’Aula, perché ogni ritardo istituzionale si traduce in difficoltà concrete per i cittadini. Il Consiglio regionale della Campania deve tornare a svolgere liberamente il ruolo legislativo che i cittadini gli hanno affidato. Senza più condizionamenti e pressioni di altri organismi della Regione. Le parole del Presidente Fico all’atto del suo insediamento lasciano intendere un rispetto dei ruoli tra Giunta e Consiglio. Siamo qui per verificare e lavorare affinchè ciò avvenga”.

La campagna elettorale per il referendum entra nel vivo, ma gli argomenti di merito sembrano passare in secondo piano rispetto allo scontro pregiudiziale. Come recuperare un clima di serenità e soprattutto di discussione sui pilastri della Riforma della Giustizia?

“Assistiamo ad un inasprimento della campagna referendaria senza precedenti che fornisce la cifra esatta del livello di esasperazione che questa vicenda sta assumendo. Abbassare i toni per far comprendere bene agli italiani le ragioni del SI e del NO sarebbe la cosa più responsabile da fare in questo momento. Come Lega portiamo avanti in modo convinto la campagna per il SI alla separazione delle carriere, unico modo per rafforzare la terzietà del giudice e la fiducia dei cittadini nel processo. L’autonomia della magistratura non è in alcun modo in discussione e non potrebbe esserlo perché garantita dalla nostra Costituzione”.