Artisti, protagonisti politici, esponenti delle Istituzioni, tantissimi cittadini: il rogo che ha distrutto il Teatro Sannazaro ha scatenato un’ondata di tristezza ma che una ventata di energia e disponibilità a contribuire alla ricostruzione di questo vero e proprio monumento di Napoli.
“Il rogo del teatro Sannazaro”, ha affermato il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, “avvenuto nelle prime ore del giorno nel quartiere Chiaia di Napoli, ci addolora e lascia sgomenti. Un pezzo della storia e dell’identità di Napoli che brucia è una ferita per tutti. Vogliamo esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte, alla proprietaria e direttrice artistica del Teatro, Lara Sansone, e a tutte le maestranze del Sannazaro. Insieme al Comune di Napoli faremo di tutto per restituire il teatro alla città” ha aggiunto il presidente”.
“Grande dolore a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la Città di Napoli”, ha commentato il sindaco Gaetano Manfredi, “per questo evento cosi doloroso per la famiglia Sansone, gli artisti e la cultura napoletana. Siamo pronti a sostenere in qualsiasi modalità concreta insieme alla Regione la rinascita del Teatro Sannazaro: non li lasceremo soli. E ci stiamo adoperando per le famiglie evacuate nelle vicinanze”.
Profondamente colpiti tanti artisti ed esponenti della cultura partenopea, subito in campo con proposte concrete:
“Senza perdere tempo. Che tutti i teatri della città”, ha scritto su facebook l’artista Lino D’Angiò, “organizzassero spettacoli a sostegno del Teatro Sannazaro. Il sottoscritto e credo con me tutti gli attori della città siamo pronti a fare la nostra parte…tutti avranno una parte…dalla parte del Teatro Sannazaro”.
“Sono sgomenta”, ha sottolineato all’Ansa Marisa Laurito, “piena di dolore e come me tanti artisti napoletani e non solo, perché il Teatro Sannazaro è uno dei simboli di questa città. La parola d’ordine è una sola per tutti: ricostruzione immediata, non perdete tempo, perché nell’immediatezza arriva la solidarietà a parole, sui social, ma non vorrei che poi le cose come spesso abbiamo visto accadere in questo paese rallentassero. Voglio e parlo a nome di tanti artisti e lavoratori dello spettacolo, una presa di posizione chiara delle istituzioni e degli enti preposti. Hanno calcato quel palco tantissimi artisti, molti si stanno già mobilitando.
Maurizio De Giovanni ad esempio ha lanciato una campagna fondi organizzando e sostenendo iniziative, letture, incontri e spettacoli il cui ricavato possa contribuire alla ricostruzione immediata. Io penso che non basterà e dico a tutti di unire le forze. Ribadisco anche alle istituzioni: tirate fuori le vostre di forze”.
Alessandro Gassman ha dato subito la sua disponibilità a contribuire alla ricostruzione: “Un abbraccio”, ha scrritto Gassman su Instagram, “agli amici napoletani che perdono il Teatro Sannazaro. Vicinanza ai colleghi, ai tecnici ed alla città tutta che perde un luogo importante per la vita culturale di Napoli. Con il teatro si racconta e si sviluppa la cultura e l’anima di una città. A disposizione per sostenere la rinascita del Sannazaro”.
Commosso alle lacrime Leopoldo Mastelloni: “Il mio amato e adorato Teatro Sannazzaro di Napoli”, ha scritto sui social il grande artista, “distrutto dal fuoco! Un monumento nazionale architettonico e artistico in fumo. Ci sono ancora le fiamme che continuano a distruggere”.
“Terribile tragedia”, ha scritto su Facebook Lina Sastri, “grande dolore e dispiacere per questo bellissimo teatro. Sono vicina a Lara Sansone e a tutti coloro che lavorano presso il Teatro Sannazaro in questo momento così difficile”.
“Le fiamme al Teatro Sannazaro. Il primo pensiero”, ha commentato sui social Gianfranco Gallo, “chiamo mia figlia Greta istintivamente anche se so che sta a casa, il secondo pensiero va a Brigida non so perché, poi al mio periodo lì, due anni da attore, regista ed autore. Facevamo mattinate, pomeridiane e serali e si provava lo spettacolo nuovo da presentare. A volte ho dormito sul palco del teatro. Lì ho scritto Quartieri Spagnoli, Annella di Portacapuana il musical Napoli 1799, le mie versioni di ‘Mprietseme a mugliereta e di Don Pascà passa ‘a vacca ma anche Non ci resta che ridere, la prima versione di Miracolo a delinquere che si chiamava in un altro modo perché Brigida voleva un titolo in napoletano e poi Un Vizietto napoletano, Papà non ha figli e vari Cafè Chantant. Per me, come autore di commedie”, ha aggiunto Gallo, “ha rappresentato una palestra ed un’esperienza uniche. Scrivevo come i vecchi autori per la Compagnia Stabile, avevo quegli attori e a quelli dovevo affidare i ruoli, per cui scrivevo in realtà per loro”.

