In tre giorni esaurite le scorte gratuite messe a disposizione degli atleti
Il boom di consumo di preservativi nel Villaggio Olimpico sta facendo parlare tutto il mondo, e non potrebbe capitare in un momento più simbolico: proprio intorno al 14 febbraio 2026, San Valentino, il villaggio di Milano-Cortina 2026 ha registrato un record negativo (o positivo, a seconda dei punti di vista).
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa e rilanciato da numerosi media internazionali (tra cui The New York Times Athletic, New York Post, NBC e Yahoo Sports), i circa 10.000 preservativi messi a disposizione dagli organizzatori sono esauriti in sole tre giorni dall’inizio della distribuzione nel villaggio. Un ritmo vertiginoso, che ha colto di sorpresa persino gli addetti ai lavori.
Un atleta anonimo ha dichiarato:
«Le scorte sono finite in appena tre giorni. Ci hanno promesso che ne arriveranno altri, ma chissà quando».
Il confronto con Parigi 2024 fa impressione
Per capire la portata del fenomeno basta guardare indietro di appena due anni:
- Alle Olimpiadi estive di Parigi 2024 erano stati distribuiti circa 300.000 preservativi (alcune fonti parlano di 200.000 maschili + 20.000 femminili + 10.000 dental dam), pari a circadue al giorno per atleta per tutta la durata dei Giochi.
- A Rio 2016 il record storico assoluto: 450.000 unità.
- A Milano-Cortina 2026 invece solo circa 10.000 pezzi per meno di 3.000 atleti e addetti (contro i quasi 14.000 di Parigi).
Eppure, con un bacino di utenza molto più piccolo, il consumo pro capite è risultato molto più elevato. In tre giorni si è bruciato l’equivalente di oltre tre preservativi a testa in media – un tasso che, se prolungato per tutta la durata dei Giochi, avrebbe richiesto una scorta paragonabile (o superiore) a quella estiva.
Perché proprio ora questo boom?
Diversi fattori possono spiegare l’impennata:
- Meno scorte iniziali: gli organizzatori hanno sottostimato la domanda, forse per contenere i costi o per una diversa valutazione del “bisogno”.
- Atmosfera da bolla post-gara: dopo anni di restrizioni (Tokyo 2020/21), l’edizione parigina aveva già segnato un ritorno alla socialità. A Cortina l’effetto sembra amplificato: atleti giovani, carichi di adrenalina, lontani da casa, tutti nello stesso luogo per settimane.
- San Valentino 2026: il calendario ha giocato un ruolo non indifferente. Il picco di consumi è arrivato proprio nei giorni che precedono la festa degli innamorati, con molti atleti che hanno deciso di festeggiare… in compagnia.
- Souvenir & collezionismo: non tutti i preservativi finiscono necessariamente usati; una parte viene presa come gadget ricordo (succede da decenni).
La tradizione dal 1988 a oggi
La distribuzione gratuita di preservativi nel villaggio olimpico non è una novità piccante inventata di recente: risale ai Giochi di Seul 1988 quando l’OMS e il CIO iniziarono a promuoverla per contrastare la diffusione dell’HIV/AIDS. Da allora è diventata una consuetudine, con numeri che oscillano a seconda dell’edizione e del periodo storico.
Ma il caso di Milano-Cortina 2026 entra nei libri dei record per il rapporto consumo/tempo più veloce mai registrato ai Giochi invernali. Gli organizzatori hanno già promesso rifornimenti urgenti, anche se – ironicamente – la nuova fornitura potrebbe arrivare proprio mentre molti atleti stanno già tornando a casa.
In fondo, il villaggio olimpico resta uno degli ambienti più singolari al mondo: migliaia di persone al picco della forma fisica, sotto stress enorme, lontane dalle routine quotidiane… e con una voglia comprensibile di scaricare tensione.
I preservativi, in questo contesto, non sono solo prevenzione: sono diventati il termometro non ufficiale dell’atmosfera che si respira oltre le medaglie e le piste.
Record da battere o semplice effetto San Valentino in alta quota?

