Resta in condizioni gravissime il bambino di due anni e quattro mesi ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato. Il piccolo si trova in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva ed è collegato a una macchina salvavita in attesa di un nuovo organo compatibile.
Nelle ultime ore, però, si è aperto uno spiraglio di speranza. Il bambino è stato inserito «al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani», come riferito dalla madre, Patrizia, durante la trasmissione La vita in diretta su Rai 1. La notizia è stata confermata anche da una nota del Ministero della Salute, che segue da vicino il caso. «Spero che si faccia ancora di più e che arrivi al più presto un cuore compatibile», ha dichiarato la donna, sottolineando che, secondo i medici, sussistono le condizioni cliniche per un nuovo trapianto.
Il secondo parere e il rapporto con il Monaldi
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha precisato che il bambino «non è inabile al trapianto» e che si attende solo la conferma definitiva sulla possibilità di procedere con un nuovo intervento. La famiglia ha nel frattempo chiesto un secondo parere all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Una decisione definita “naturale” dal legale, alla luce di un rapporto fiduciario che si sarebbe incrinato con la struttura napoletana. È previsto un confronto con i vertici dell’ospedale per discutere l’eventuale coinvolgimento del centro romano.
L’inchiesta della Procura
Sul fronte giudiziario proseguono le indagini della Procura di Napoli, coordinate dal procuratore Nicola Gratteri. I carabinieri del Nas hanno sequestrato il box termico utilizzato per il trasporto dell’organo dall’Ospedale San Maurizio di Bolzano a Napoli. Secondo quanto denunciato dal legale, il cuore sarebbe arrivato congelato e compromesso a causa di un’errata gestione della temperatura durante il trasferimento.
Sei sanitari, tra medici e paramedici delle équipe coinvolte tra Bolzano e Napoli, risultano iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni colpose. La Procura affiderà a un pool di esperti in bioingegneria una perizia tecnica sul contenitore sequestrato, per stabilire se il danneggiamento sia stato causato da un guasto imprevedibile o da un errore umano nella gestione dei parametri termici.
Le verifiche ministeriali
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha disposto l’invio di ispettori sia al Monaldi di Napoli sia all’ospedale di Bolzano per fare piena luce sull’accaduto. Al momento si sta analizzando la documentazione acquisita per ricostruire con precisione tutte le fasi dell’espianto, del confezionamento e del trasporto dell’organo.
Mentre la magistratura e il Ministero lavorano per accertare eventuali responsabilità, l’attenzione resta concentrata sulle condizioni del piccolo paziente. La priorità ora è trovare al più presto un cuore compatibile che possa offrirgli una nuova possibilità di vita.

