Botulino illegale e farmaci illegali: maxi sequestro della Finanza

0
62

Un deposito clandestino ricavato in un garage multipiano nel quartiere Soccavo è stato il teatro di una delle più ingenti operazioni recenti contro il traffico illecito di prodotti per la medicina estetica. I finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno scoperto e sequestrato oltre 191mila dosi di tossina botulinica di tipo “A” e circa 73 litri di creme anestetiche, prodotti che, secondo le indagini, erano pronti per essere distribuiti a una rete di centri estetici non autorizzati. Il valore di mercato della merce, se immessa nel circuito illegale, avrebbe garantito profitti superiori al mezzo milione di euro.

La gravità del caso non risiede solo nell’evasione dei controlli, ma soprattutto nell’estrema pericolosità per la salute pubblica. I farmaci rinvenuti sono infatti classificati come prodotti a esclusivo uso ospedaliero e la loro vendita è rigorosamente limitata a soggetti autorizzati. Provenienti da paesi extra-Unione Europea, questi medicinali sono stati introdotti illegalmente in Italia tramite corrieri privati, aggirando sistematicamente le ispezioni doganali e sanitarie previste dalle normative vigenti.

Le condizioni di stoccaggio hanno ulteriormente aggravato il quadro investigativo: i farmaci, che richiedono rigidi protocolli di conservazione per mantenere inalterate le proprietà chimiche, erano stipati all’interno di normali frigoriferi per uso domestico posizionati in un garage, un ambiente del tutto privo delle autorizzazioni e dei requisiti igienico-sanitari necessari. L’organizzatore di questo traffico parallelo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Napoli e dovrà rispondere di accuse pesanti, che vanno dalla ricettazione all’esercizio abusivo di una professione, fino al commercio di sostanze tossiche e all’importazione illecita di medicinali.

In una nota ufficiale, la Guardia di Finanza ha sottolineato come l’utilizzo di tali prodotti rappresenti un rischio enorme per i cittadini. Chi si affida a centri non autorizzati, spesso attratto da prezzi concorrenziali, è totalmente ignaro di ricevere trattamenti con farmaci non conformi che potrebbero causare reazioni avverse imprevedibili o danni permanenti. L’operazione ribadisce l’importanza della vigilanza sulla filiera distributiva per proteggere i consumatori da un mercato nero che non si ferma nemmeno davanti alla tutela della salute.

Come riconoscere un centro estetico sicuro e autorizzato

Il primo passo per la propria tutela consiste nel distinguere chiaramente tra un centro estetico e uno studio medico. Trattamenti come le iniezioni di tossina botulinica o di filler sono veri e propri atti medici che possono essere eseguiti esclusivamente da personale laureato in Medicina e Chirurgia, preferibilmente con specializzazione in dermatologia o chirurgia plastica. Un centro estetico tradizionale può occuparsi di benessere e cura della pelle, ma non ha l’autorizzazione legale né le competenze per maneggiare farmaci o effettuare procedure invasive che prevedano l’uso di aghi.

Un indicatore fondamentale di affidabilità è la trasparenza sulle sostanze utilizzate. Un professionista serio è tenuto a mostrare al paziente la confezione del prodotto, verificando insieme la data di scadenza e il bollino autoadesivo della tracciabilità, che riporta il lotto di produzione. È inoltre un diritto del cittadino richiedere che tale bollino venga applicato sulla propria scheda clinica o sul consenso informato, che deve essere sempre firmato prima del trattamento. Diffidate di chi prepara le siringhe in stanze separate o lontano dagli occhi del cliente, poiché questo impedisce di verificare la natura e la provenienza del farmaco.

Anche l’ambiente in cui avviene il trattamento comunica molto sulla sua regolarità. Uno studio medico autorizzato deve esporre chiaramente le certificazioni sanitarie e deve disporre di attrezzature specifiche per la conservazione dei farmaci, come frigoriferi medicali dotati di monitoraggio costante della temperatura, ben diversi dai modelli domestici. Inoltre, il prezzo può essere un campanello d’allarme: tariffe eccessivamente basse rispetto alla media del mercato spesso nascondono l’utilizzo di prodotti di importazione illegale, privi di certificazione CE o conservati in modo inadeguato, proprio come quelli sequestrati recentemente dalle autorità.

Infine, la verifica dell’iscrizione del medico all’Ordine professionale rappresenta l’ultimo e definitivo controllo di sicurezza. Rivolgersi a strutture che operano nell’ombra, magari all’interno di appartamenti privati o retrobottega, non solo invalida qualsiasi garanzia di risultato, ma espone a rischi sanitari gravissimi, come infezioni, reazioni allergiche o necrosi dei tessuti. Ricordate che la salute è un bene prezioso e la medicina estetica, pur essendo finalizzata alla bellezza, rimane prima di tutto una branca della medicina che richiede rigore, etica e rispetto delle leggi.