Bagnoli in piazza contro l’America’s Cup e scritte contro Manfredi

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Corteo nel quartiere occidentale di Napoli: residenti e comitati temono polveri tossiche e chiedono lo stop al cantiere


Bagnoli torna a farsi sentire. Le strade del quartiere occidentale di Napoli sono state invase da migliaia di persone scese in piazza contro i lavori legati alla realizzazione della base dell’America’s Cup. Cinquemila i partecipanti secondo gli organizzatori. Non solo comitati storici, ma intere famiglie, anziani, giovani e bambini. Una protesta che nasce dalla paura, ma anche da una lunga storia di promesse mancate.

Molti manifestanti indossavano mascherine, simbolo del timore per la possibile diffusione di polveri sottili sollevate dagli interventi di riqualificazione. Un segnale polemico contro un progetto che, per una parte consistente del quartiere, rischia di trasformarsi nell’ennesima ferita ambientale.

Protesta a Bagnoli contro i lavori per l’America’s Cup

Il corteo è partito con in testa le donne del quartiere, che reggevano uno striscione con la scritta “Stop ai lavori della vergogna”. Lungo il percorso i cori hanno scandito un messaggio chiaro: “Niente Coppa, Bagnoli non si tocca”. Tra i manifestanti anche una barca di cartone con la vela su cui campeggiava la frase “America’s pacco”, simbolo di una sfiducia ormai radicata.

Durante la manifestazione è apparsa anche una scritta polemica contro il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha suscitato la solidarietà bipartisan delle istituzioni nei confronti del primo cittadino. Un passaggio che ha acceso ulteriormente il dibattito politico intorno al futuro dell’area.

I timori ambientali e la richiesta di bonifica a Bagnoli

Alla fine del corteo una delegazione, con l’autorizzazione delle forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa, è entrata nel cantiere per raccogliere campioni di terreno da far analizzare nei laboratori cittadini. L’obiettivo è verificare la presenza di contaminazioni.

“Altro che bonifica, sarà un nuovo avvelenamento. Non ci fidiamo delle istituzioni che per anni hanno complottato su questo territorio”, ha dichiarato Mario Avoletto, rappresentante dei Comitati per il mare libero, pulito e gratuito. “Faremo analizzare il terreno perché siamo convinti che sia contaminato. Bagnoli ha bisogno di un mare realmente pulito, non di un’operazione legata alla Coppa America”.

A dare voce al disagio quotidiano sono anche i residenti. “Sono nata e cresciuta qui – racconta Maria Rosaria, una delle mamme in testa al corteo –. In queste settimane hanno lavorato senza trasparenza. Di notte passano centinaia di camion che sollevano polvere e ci svegliano. Era previsto un grande parco per tutti, ora invece rialzano la diossina che porta tumori. Bagnoli è nostra e la stanno usando per fare soldi”.

Il corteo e l’ingresso nel cantiere di Bagnoli

Il corteo si è concluso davanti all’ingresso del cantiere, presidiato da sei mezzi della polizia e agenti in tenuta antisommossa. Dopo una trattativa, ai manifestanti è stato consentito l’ingresso di una piccola delegazione per prelevare il terreno. Un gesto simbolico che segna la volontà del quartiere di controllare direttamente ciò che accade sotto casa.

La protesta di Bagnoli contro l’America’s Cup non è solo una contestazione a un evento sportivo, ma l’ennesima richiesta di verità e sicurezza ambientale in un’area che da decenni attende una bonifica reale e un futuro condiviso con i suoi abitanti.