Città in ginocchio, mentre a Boscoreale si cercano soluzioni per il futuro
A quasi un mese dal Vicinanza day, tutto è ancora fermo a Castellammare.
Questa in estrema sintesi la situazione politica che si vive in città, con la maggioranza uscita dalle urne poco meno di due anni fa, lacerata al suo interno, in una guerra fratricida senza esclusione di colpi.
Eppure, oggi più che mai, la città ha bisogno di essere guidata con mano ferma e sicura.
Ma proviamo a rileggere i fatti.
Nell’ultimo periodo Di Maio Oscurato e Ruotolo, tre consiglieri di maggioranza si sono dimessi, tutti e tre in qualche modo legati a fatti riconducibili a possibili infiltrazioni della camorra, con Ruotolo che da paladino della legalità invitava il sindaco Vicinanza a chiudere questa esperienza amministrativa e andare subito alle urne, gli altri due perché in modi e forme diverse ritenuti direttamente o indirettamente legati ai clan.
Nel mentre accadeva tutto questo, altre componenti della maggioranza in qualche modo prendevano le distanze dal modo di amministrare la città da parte di Vicinanza e soprattutto della sua Giunta “tecnica” sollecitando un cambio di passo, ed un azzeramento delle cariche, affinché la politica riprendesse in mano la giuda della città.
Nel mentre le critiche per i soldi persi per progetti non presentati o peggio non conformi ai parametri, iniziavano ad essere sempre più martellanti, così come risultavano spesso ignorate le richieste di risposte da parte dell’Amministrazione sollecitate sia dalla maggioranza che dalla minoranza presenti in Consiglio Comunale.
Una situazione che è esplosa quando nei giorni scorsi il Pd azionista di maggioranza di questa amministrazione ha deciso livello regionale con il suo segretario Piero De Luca, di staccare la spina.
Tre dei quattro consiglieri comunali non ci stanno ed a chiare lettere prendono posizione pro Vicinanza, sconfessando nelle scelte le decisione del partito, prese sopra le loro teste.
Al Pd si era intanto allineata la posizione del M5S, e seppure con motivazione diverse anche Base Popolare, mentre pur appoggiando Vicinanza rimanevano in posizione critica due dei tre consiglieri di Futuro democratico.
Insomma una lotta fratricida all’interno della maggioranza con tutti contro tutti.
In questo marasma intanto Vicinanza viaggia a vista pur presentando proposte per il futuro della città di difficile realizzazione, senza basi di concretezza, e non accennando mai a prendere di petto il problema del dissesto idrogeologico che resta chiuso nei cassetti.
Ovviamente di rimpasto non se ne parla più, e il “tira a campà” di Jannacciana memoria sembra essere diventato il leit motiv, mentre la città aspetta e spera.
Stando alle ultime notizie la patata bollente è passato ora nelle mani di Mario Casillo il “potente” Vicepresidente della Regione Campania, che nella sua Boscoreale sta provando a salvare capra e cavoli di una maggioranza troppo eterogenea per durare cinque anni.

