Il Tragico Femminicidio di Zoe Trinchero: Una Vita Spezzata per un Rifiuto. Le urla disperate e i tentativi di difendersi non sono bastati. I pugni al volto hanno prevalso, seguiti da una presa al collo sempre più stretta, fino a strangolarla. È morta così Zoe Trinchero, la diciassettenne di Nizza Monferrato trovata senza vita nel greto del Rio Nizza, ennesima vittima dell’incapacità di alcuni uomini di accettare un rifiuto. A confessare il delitto è stato Alex Manna, un amico di soli vent’anni, che ha inizialmente tentato di depistare le indagini accusando un altro giovane di origini nordafricane, rischiando di scatenare un linciaggio.

Zoe, uccisa a 17 anni: indagini in corso, sentito un 20enne …
Questo femminicidio, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2026, ha sconvolto la tranquilla comunità di Nizza Monferrato, un piccolo centro in provincia di Asti, noto per le sue vigne e il suo paesaggio collinare. Ma dietro la bellezza del Monferrato si nasconde una tragedia che riflette un problema più ampio: la violenza di genere in Italia, che continua a mietere vittime nonostante gli sforzi legislativi e le campagne di sensibilizzazione. In questo articolo, esploreremo i dettagli del caso, il profilo della vittima e dell’assassino, le indagini, le reazioni della società e il contesto nazionale dei femminicidi, per comprendere come un semplice “no” possa trasformarsi in un atto di violenza letale.
La Ricostruzione dei Fatti: Una Serata tra Amici che Finisce in Orrore
La sera del 6 febbraio 2026, Zoe Trinchero aveva appena terminato il suo turno part-time al bar della stazione di Nizza Monferrato. Una routine normale per una ragazza di 17 anni che studiava e lavorava per mantenersi, sognando un futuro da psicologa. Intorno alle 21, si era diretta verso il centro del paese per una cena informale a casa di amici. Tra i presenti c’era anche Alex Manna, un ventenne del posto, conosciuto nella cerchia ma senza alcun legame sentimentale con Zoe. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, la serata era trascorsa in modo sereno, con chiacchiere e risate tra giovani.
Verso le 23, Zoe e Alex si sono allontanati insieme, forse per una passeggiata o per un momento di privacy. È qui che, secondo la confessione di Manna, si è consumata la tragedia. Il giovane avrebbe tentato un approccio sessuale, respinto dalla ragazza. Incapace di accettare il rifiuto, Alex avrebbe reagito con violenza: prima pugni al volto, che hanno causato tumefazioni evidenti, poi una stretta al collo sempre più forte, fino a strangolarla. Zoe ha urlato, ha cercato di divincolarsi, ma la forza dell’aggressore ha prevalso. Il corpo è stato poi gettato nel Rio Nizza, un piccolo corso d’acqua che attraversa la città, non lontano dal centro.
Poco dopo, Manna ha contattato gli amici, raccontando una versione falsa: lui e Zoe sarebbero stati aggrediti da un uomo di origini nordafricane, noto in città per problemi psichiatrici. Questa bugia ha scatenato tensioni immediate. Una trentina di persone si è radunata sotto la casa del presunto aggressore, rischiando di trasformarsi in un linciaggio. Solo l’intervento tempestivo dei carabinieri ha evitato il peggio, proteggendo l’innocente e calmando la folla.
Il corpo di Zoe è stato rinvenuto poco prima di mezzanotte dagli amici stessi, che si erano messi alla ricerca dopo l’allarme di Manna. I segni di violenza erano evidenti: lesioni al collo, ecchimosi al viso, un quadro che indicava chiaramente un’aggressione mortale. I vigili del fuoco e i carabinieri sono intervenuti sul posto, avviando immediatamente le indagini coordinate dal pubblico ministero Giacomo Ferrando della procura di Alessandria.
Manna, tornato a casa, ha cambiato i vestiti macchiati di sangue e si è ripresentato agli amici, negando ogni coinvolgimento. Ma le incongruenze nelle sue dichiarazioni hanno insospettito gli investigatori. Ascoltato in caserma alla presenza di un avvocato, ha inizialmente mantenuto la versione del depistaggio, ma dopo ore di interrogatorio è crollato, confessando il femminicidio.
Chi Era Zoe Trinchero: Una Ragazza Solare con Sogni nel Cassetto
Zoe Trinchero non era solo una vittima: era una giovane piena di vita, descritta da amici e familiari come “un peperino allegro e solare”. Nata e cresciuta a Nizza Monferrato, frequentava il liceo e lavorava part-time al bar della stazione per contribuire alle spese familiari. Il suo sogno era diventare psicologa, per “aiutare gli altri”, come raccontava spesso. Amava la musica, gli animali e passare il tempo con gli amici, in una comunità dove tutti si conoscono.

Zoe Trinchero trovata morta a 17 anni nel canale di Nizza …
La madre, intervistata dai media, ha espresso il suo dolore: “Non doveva finire così la mia povera Zoe”. Gli amici ricordano una ragazza indipendente, che non aveva relazioni sentimentali note e che era lontana da qualsiasi contesto di rischio. “Era un’anima gentile, sempre pronta a sorridere”, ha detto un’amica in un’intervista. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile in una famiglia modesta e in una cittadina che ora piange una delle sue figlie.
In un post su X, un utente ha scritto: “Zoe Trinchero, 17 anni, viene orribilmente uccisa. Il colpevole è un italiano di 20 anni, che non ha accettato il suo rifiuto.” Questo riflette il sentimento di rabbia e incredulità che ha pervaso i social media.
Il Profilo di Alex Manna: Un Giovane Apparentemente Normale
Alex Manna, 20 anni, è descritto come un ragazzo del posto, fidanzato con un’altra giovane e senza precedenti penali noti. Non aveva legami romantici con Zoe, ma secondo la confessione, era invaghito di lei. La sua reazione violenta al rifiuto solleva domande su possibili problemi di controllo della rabbia o di educazione affettiva carente. Gli amici, intervistati, si dicono scioccati: “Se è stato lui, deve essere impazzito. Non aveva relazioni con Zoe e era fidanzato”.
Manna è stato fermato e condotto in carcere dopo la confessione. La sua tentativo di depistaggio, accusando un immigrato, ha evidenziato non solo la sua codardia ma anche un sottofondo di razzismo latente nella comunità, come denunciato da alcuni utenti sui social: “La gente del paese invece di scendere in piazza incazzata per chiedere educazione affettiva nelle scuole, tenta di linciare uno straniero. L’abisso.”
Le Indagini e la Confessione: Dalla Bugia alla Verità
Le indagini sono partite immediatamente dopo il ritrovamento del corpo. I carabinieri hanno notato incongruenze nelle dichiarazioni di Manna fin dal primo ascolto. Ascoltato in caserma con l’assistenza legale, ha confessato nel pomeriggio del 7 febbraio. Il pm Ferrando ha coordinato gli accertamenti, inclusi esami autoptici che hanno confermato la causa della morte: strangolamento preceduto da percosse.
Il depistaggio ha rischiato di complicare le cose, ma la rapidità degli inquirenti ha evitato ulteriori tragedie. Ora, Manna affronta l’accusa di omicidio volontario aggravato dal movente futile e dalla crudeltà.
La Reazione della Comunità: Shock, Rabbia e Riflessione
Nizza Monferrato è in lutto. Fiori e candele sono stati deposti sul luogo del delitto, e una veglia è stata organizzata per ricordare Zoe.

Zoe, 17 anni, uccisa per un approccio rifiutato. Confessa il …
Sui social, il caso ha generato centinaia di post: “Zoe Trinchero aveva 17 anni, è stata presa a pugni, strangolata e poi gettata in un canale da Alex Manna. L’età media dei femminicidi si sta abbassando drasticamente ed è allarmante.”
Alcuni utenti puntano il dito sul razzismo: “I razzisti misogini si turbano perché è stato riportato il nome dell’assassino, bianco. Necessario fra l’altro perché per poco non partiva il linciaggio di un immigrato random.” La comunità si interroga su come prevenire tali tragedie, chiamando a una maggiore educazione sentimentale nelle scuole.
Il Contesto dei Femminicidi in Italia: Un Fenomeno Persistente
Il caso di Zoe non è isolato. Nel 2025, l’Italia ha registrato 97 femminicidi, in calo del 18% rispetto al 2024 (118), secondo i dati del Viminale. Complessivamente, gli omicidi sono diminuiti del 15%, passando da 335 a 286. Tuttavia, l’83% delle donne uccise muore per mano di partner o ex, confermando un pattern strutturale.
L’Osservatorio Nazionale NUDM ha monitorato 99 casi nel 2025, inclusi 84 femminicidi e suicidi indotti. La Lombardia è la regione con più vittime (23), seguita da Campania e Sicilia. Nonostante il calo, il fenomeno resta allarmante: dal 2006 al 2024, le donne uccise da partner sono passate da 91 a 62, ma la proporzione rimane alta.
| Anno | Femminicidi | Calo % rispetto precedente | Vittime in ambito familiare/affettivo |
|---|---|---|---|
| 2022 | 130 | – | – |
| 2023 | 120 | -7.7% | – |
| 2024 | 118 | -1.7% | 101 |
| 2025 | 97 | -17.8% | 85 |
Questi dati mostrano un trend positivo, ma esperti come Sabrina Frasca di Differenza Donna sottolineano che il numero resta stabile in rapporto alla popolazione, e cresce il numero di denunce grazie a maggiore emersione.
Casi Simili: Storie che Si Ripetono
Il femminicidio di Zoe richiama casi recenti come quello di Martina Carbonaro, uccisa nel 2025 dal 19enne Alessio Tucci ad Afragola, con aggravanti di omicidio volontario ma senza crudeltà. O Eliza Stefania Feru, vittima a gennaio 2025 a Gaifana di Gualdo Tadino. Questi episodi evidenziano l’abbassamento dell’età media delle vittime e degli assassini, spesso giovani incapaci di gestire emozioni.
In Piemonte, casi come quello di Zoe sottolineano la necessità di interventi locali. L’età media si abbassa, con vittime sotto i 20 anni in aumento, legato a una cultura machista persistente nonostante le leggi come il Codice Rosso.
Opinioni di Esperti: Educazione e Prevenzione
Esperti come quelli dell’Eures sottolineano che il Nord Italia ha il 48% dei casi, con moventi legati a gelosia o rifiuto. “Dobbiamo investire in educazione affettiva fin dalle scuole”, dice un post su X. Organizzazioni come Non Una di Meno chiamano a manifestazioni per contrastare la violenza di genere.
Psicologi sottolineano il ruolo della mascolinità tossica: uomini che vedono il rifiuto come affronto personale. “È un problema culturale”, afferma un’analisi Istat.
Verso un Cambiamento Necessario
La morte di Zoe Trinchero è un monito. In un’Italia dove i femminicidi calano ma persistono, serve più che leggi: educazione, supporto alle vittime e condanna sociale. Zoe sognava di aiutare gli altri; la sua tragedia ci spinga a prevenire, affinché nessun “no” costi una vita.

