Pagani. Tensioni al Mercato Ortofrutticolo: scontro aperto sul passaggio di cantiere

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Al centro della disputa c’è il delicato passaggio della gestione dei servizi ambientali dalla ditta uscente, la Tekra, all’affittuaria Risam, subentrata lo scorso 26 gennaio. Un “botta e risposta” al vetriolo che vede contrapposti, da un lato, il sindacato Flaica Club e, dall’altro, i vertici del consorzio.

di Marco Visconti

Ad accendere la miccia è Gerardo Rosanova, segretario generale di Flaica Club, che non usa mezzi termini per definire l’operazione. Secondo il sindacalista, il passaggio a Risam metterebbe a serio rischio “i diritti, i salari e il futuro di tredici lavoratori”. Rosanova contesta la natura stessa dell’avvicendamento: “Non siamo davanti a un normale passaggio di consegna, ma a un cambio di gestione che abbassa i diritti e cancella tutele conquistate in anni di fatica. I dipendenti svolgono le medesime mansioni, ma si ritrovano con un contratto improvvisamente più debole”. Il sindacato ha già proclamato lo stato di agitazione, denunciando presunte violazioni degli articoli 2112 e 2113 del Codice Civile. Tra le contestazioni principali spicca il declassamento contrattuale per alcuni dipendenti e il presunto mancato mantenimento degli scatti di anzianità.

La replica del Consorzio: “Documenti in Regola”

Non si è fatta attendere la risposta della stazione appaltante. Il presidente e liquidatore del Mercato Ortofrutticolo, Mirko Apa, insieme al Dec Gennaro Ferrante e al Rup Martino Scoletti, ha blindato la regolarità della procedura. “Quando abbiamo redatto il bando, il contratto previsto era il Multiservizi“, chiarisce Ferrante. “I lavoratori sono passati da Tekra a Risam con lo stesso inquadramento e grado. Non c’è stato alcun declassamento, né esiste il rischio di perdere il posto”. Sulla stessa linea Mirko Apa, che sottolinea il rigore dei controlli effettuati: “Abbiamo verificato pedissequamente ogni requisito. La nostra valutazione sulla consistenza societaria di Risam è durata oltre 15 giorni. Dai documenti in nostro possesso, il passaggio di cantiere e il fitto del ramo d’azienda risultano corretti per intero”.

Il nodo dei requisiti tecnici

Uno dei punti più critici sollevati da Rosanova riguarda la solidità di Risam, società costituita da meno di un anno e, secondo il sindacato, priva di bilancio e capacità tecnica adeguata. Accuse rispedite al mittente dal Rup Martino Scoletti: “Abbiamo accertato la meritevolezza societaria attraverso l’iscrizione alla White List, le certificazioni ISO e la consistenza dei beni strumentali. Tutto è provato documentalmente”. In merito alla contestazione sull’iscrizione alla sola “Categoria 8” dell’Albo Gestori Ambientali, il Consorzio ha ribadito di aver ricevuto il nulla osta dalle autorità competenti, inclusa una comunicazione del Ministero dell’Interno che esclude cause ostative.

Il paradosso della firma

Il momento di massima frizione si raggiunge sulla validità dell’accordo del 26 gennaio. Mentre il sindacato diffida il Consorzio e chiede il ripristino delle condizioni precedenti, Scoletti fa notare un dettaglio non trascurabile: “Tutti i dipendenti e i sindacati hanno firmato il passaggio di cantiere, accettando scatti e anzianità. Ci contestano l’atto, ma quell’atto lo hanno sottoscritto”.