Un’auto lanciata contro il traffico dell’ora di punta. Clacson, frenate, fari che si accendono all’improvviso. Poi la paletta dei carabinieri ignorata e un’accelerazione secca. Così inizia la fuga contromano con la cocaina a Caivano, una corsa folle durata venti chilometri che ha trasformato la Circumvallazione esterna del Napoletano in una trappola a cielo aperto. Alla guida c’era un 28enne del Parco Verde, con 59 dosi di droga in auto e una sola idea in testa: non farsi prendere.
La scena è quella di un pomeriggio qualsiasi, traffico pieno, famiglie, pendolari, camion. Poi un uomo decide di sfidare tutto. E tutti.
Fuga contromano Caivano cocaina: l’alt che scatena la corsa
La fuga contromano a Caivano con la cocaina parte nel comune di Qualiano. I carabinieri della sezione radiomobile notano l’auto e intimano l’alt. È un controllo come tanti. Ma il conducente non frena. Anzi.
Ingaggia la marcia, affonda il piede sull’acceleratore e si butta sulla Circumvallazione esterna imboccandola nel verso sbagliato. In pochi secondi la normale routine del traffico si trasforma in emergenza.
Davanti a lui arrivano auto che non capiscono cosa stia succedendo. C’è chi inchioda, chi sterza, chi suona senza neppure vedere cosa sta per succedere. Dietro, la gazzella che prova a contenere il rischio prima ancora che a bloccare il fuggitivo.
Non è un inseguimento da film. È peggio. Perché qui non ci sono comparse. Ci sono persone vere.
Fuga contromano Caivano cocaina tra auto terrorizzate
Venti chilometri contromano non sono uno scatto. Sono una scelta che dura. Secondo dopo secondo.
Durante la fuga contromano a Caivano con la cocaina, il 28enne attraversa tratti congestionati, svincoli, immissioni. Ogni metro è una scommessa sulla vita degli altri.
Gli automobilisti si trovano davanti un’auto che arriva controcorrente a velocità sostenuta. Alcuni riescono a spostarsi all’ultimo istante. Altri inchiodano. Qualcuno resta bloccato, paralizzato dal panico.
I carabinieri non possono semplicemente speronarlo. Devono gestire il pericolo più grande: evitare che qualcuno muoia per una scelta che non ha fatto.
L’inseguimento diventa così una corsa doppia: fermare l’uomo e proteggere tutti gli altri.
Fuga contromano Caivano cocaina: il carico da difendere
Non è solo paura. È strategia criminale.
Durante la fuga contromano a Caivano con la cocaina, il 28enne tenta anche di disfarsi del carico. In un punto della corsa lancia un involucro dal finestrino.
I carabinieri lo recupereranno poco dopo. Dentro ci sono 59 dosi di cocaina, pronte per lo spaccio. Non consumo personale. Non errore occasionale. Ma distribuzione.
Quel carico spiega tutto. Spiega perché non si è fermato. Spiega perché ha scelto il contromano. Spiega perché ha accettato il rischio di trasformare una strada in una roulette russa. La droga vale più del codice della strada. E, per qualcuno, anche più della vita degli altri.
Fuga contromano Caivano cocaina: il profilo del fuggitivo
L’uomo arrestato è Francesco Di Natale, 28 anni, residente al Parco Verde di Caivano. Un nome che si inserisce in un contesto già noto alle cronache per spaccio, piazze di droga, tentativi di controllo del territorio.
La fuga contromano a Caivano con la cocaina non nasce dal nulla. Nasce da una geografia criminale precisa. Zone dove la droga non è solo commercio, ma linguaggio sociale. Per molti ragazzi, l’auto non è un mezzo. È uno strumento. Serve per portare, consegnare, scappare. E quando arriva la paletta, non è vista come un controllo, ma come una minaccia al sistema.
Fuga contromano Caivano cocaina: come finisce la corsa
Dopo venti chilometri di tensione continua, la corsa si chiude. I carabinieri riescono a bloccare l’auto senza provocare incidenti. Un dettaglio che pesa più dell’arresto stesso. Nessun ferito. Nessuna vittima. Solo un silenzio improvviso dopo il caos. Il 28enne viene fatto scendere, immobilizzato, portato in caserma. Per lui scattano le manette per detenzione di droga a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il punto non è solo giudiziario. È narrativo. Perché per venti chilometri qualcuno ha giocato con una città intera.

