In arrivo un decreto con zone rosse, stretta sui minorenni armati e scudo penale esteso. Intanto si accende lo scontro politico tra maggioranza e opposizioni.
Il governo accelera sul nuovo pacchetto sicurezza. Dalle misure preventive per fermare i violenti prima delle manifestazioni fino alla stretta sui coltelli per i minorenni, passando per lo scudo penale e le zone rosse urbane, il piano allo studio dell’esecutivo si muove su più fronti. In queste ore sono in corso riunioni tecniche tra i ministeri per decidere quali norme inserire nel decreto legge e quali nel disegno di legge collegato.
L’obiettivo è rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo dell’ordine pubblico dopo i recenti episodi di violenza in piazza e nelle città. Le misure riguardano sia le forze dell’ordine sia i cittadini, con un impianto che punta a intervenire prima che i reati vengano commessi.
Pacchetto sicurezza, il fermo preventivo e il Daspo urbano
Tra le ipotesi principali c’è la possibilità per polizia e carabinieri di trattenere nei propri uffici, fino a un massimo di 12 ore, le persone individuate durante i controlli preventivi in vista delle manifestazioni e ritenute pericolose per il regolare svolgimento dei cortei. La proposta della Lega, sostenuta da Matteo Salvini, spinge per estendere il limite fino a 48 ore.
Sempre sul fronte dell’ordine pubblico, è previsto il potenziamento del Daspo urbano, il cosiddetto Dacur, con l’estensione del divieto di accesso alle aree sensibili a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste. Allo studio anche l’arresto in flagranza differita per chi compie danneggiamenti durante le manifestazioni di piazza.
L’impianto mira a colpire non solo chi agisce, ma anche chi viene intercettato prima di entrare nei contesti a rischio.
Lo scudo penale esteso a forze dell’ordine e cittadini
Un altro capitolo centrale è lo scudo penale, pensato non solo per gli agenti ma in forma erga omnes. La misura prevede la non iscrizione automatica nel registro degli indagati quando esistono cause di giustificazione, come l’adempimento del dovere o la legittima difesa.
Secondo una proposta depositata da Fratelli d’Italia, quando emergono elementi di giustificazione il pubblico ministero dovrebbe svolgere accertamenti preliminari entro sette giorni prima di procedere, solo se necessario, all’iscrizione nel registro degli indagati.
Per le forze dell’ordine significherebbe evitare l’automatismo dell’indagine in caso di uso legittimo delle armi. Per i cittadini, la norma si applicherebbe soprattutto nei casi di legittima difesa.
Stretta sui coltelli e responsabilità dei genitori
Il pacchetto sicurezza introduce anche una linea dura sul porto di armi bianche, con particolare attenzione ai minori. È previsto il divieto di vendita di coltelli agli under 18, anche online. Le sanzioni andrebbero da 500 a 3mila euro, fino a 12mila in caso di reiterazione.
Viene stabilito il divieto assoluto di portare coltelli con lama superiore a 5 centimetri e, per tutti gli altri, l’obbligo di un giustificato motivo. Si amplia inoltre la possibilità di ammonimento del questore per ragazzi tra i 12 e i 14 anni coinvolti in episodi di violenza.
Nel testo compaiono anche multe per i genitori che omettono la vigilanza sui figli minori responsabili di atti violenti. Un segnale che punta a rafforzare non solo la repressione, ma anche la responsabilità familiare.
Zone rosse e prevenzione urbana
Un altro punto riguarda le cosiddette zone rosse. I prefetti potrebbero individuare aree urbane caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, dove sarebbe vietata la permanenza a soggetti segnalati per reati contro la persona, droga o porto d’armi.
La misura, oggi limitata a casi eccezionali, diventerebbe più strutturale e utilizzabile come strumento ordinario di prevenzione nelle città più esposte a fenomeni criminali.
Scontro politico sulla sicurezza
Sul pacchetto sicurezza si è già acceso il confronto politico. Le opposizioni hanno respinto l’invito della premier Giorgia Meloni a una risoluzione condivisa. La solidarietà alle forze dell’ordine dopo gli scontri di Torino è trasversale, ma le modalità scelte dal governo dividono.
Riccardo Magi di Più Europa parla di “ricatto politico”. Il Pd, con Boccia e Braga, chiede che il confronto avvenga in Parlamento su testi concreti. Giuseppe Conte per il M5s si dice disponibile solo se il governo ascolterà le richieste su organici e investimenti.
Avs frena, definendo la proposta una “adesione in bianco”, mentre Italia Viva invita a non trasformare la sicurezza in uno strumento di propaganda.
Il nuovo pacchetto sicurezza si prepara così a entrare in Consiglio dei ministri con un doppio binario: rafforzamento delle regole e battaglia politica. Le prossime settimane diranno se il governo riuscirà a trasformare l’emergenza ordine pubblico in una riforma condivisa o in un nuovo terreno di scontro istituzionale.

