A Secondigliano, periferia nord di Napoli, un nuovo episodio di violenza contro le forze dell’ordine ha scosso la zona: un morso al Carabiniere in pieno petto durante un normale controllo. L’aggressione, avvenuta in via Roma verso Scampia, ha portato all’arresto immediato di un 50enne di origini ghanesi, ora in camera di sicurezza in attesa di giudizio. L’episodio, datato ai primi giorni di febbraio 2026, si inserisce in un trend preoccupante di aggressioni a pubblico ufficiale nella provincia di Napoli, dove i morsi al Carabiniere stanno diventando purtroppo ricorrenti in contesti di resistenza e alterazione.
La Dinamica dell’Aggressione: Molestie ai Passanti e Intervento dei Carabinieri
Tutto è iniziato grazie alla segnalazione di alcuni residenti, che hanno composto il 112 per denunciare un uomo che, in via Roma (zona di confine con Scampia), molestava i passanti. I Carabinieri della Stazione di Secondigliano sono intervenuti rapidamente per riportare la calma e identificare la persona segnalata.
Alla richiesta di generalità, il 50enne ghanese – privo di documenti o con status irregolare secondo le prime ricostruzioni – ha opposto una violenta resistenza. Dopo aver colpito uno dei militari, lo ha morso con forza in corrispondenza del petto, provocando lesioni refertate con 7 giorni di prognosi. Il morso, descritto come profondo e intenzionale, ha causato dolore acuto e ferite che richiedono cure mediche.
L’uomo è stato immediatamente bloccato, ammanettato e condotto in caserma. Dovrà rispondere di lesioni personali aggravate (art. 582 c.p., con aggravante per violenza a pubblico ufficiale) e resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). Il procedimento è in fase di convalida del fermo, con probabile giudizio direttissimo.
Secondigliano e Scampia: Un Contesto di Tensione Costante
Il quartiere di Secondigliano, confinante con Scampia, è da decenni teatro di degrado urbano, microcriminalità, spaccio e tensioni sociali. Via Roma, arteria principale che collega Secondigliano a Scampia, è spesso scenario di interventi delle forze dell’ordine per schiamazzi, molestie, controlli antidroga o identificazioni di persone senza fissa dimora.
Episodi simili di morso al Carabiniere non sono isolati in Campania:
- Nel settembre 2025, a Giugliano in Campania (zona limitrofa), due cittadini ghanesi di 47 e 45 anni sono fuggiti all’alt dei Carabinieri con un furgone carico di moto rubate; uno ha morso un militare, fratturandogli un dito e causandogli ferite multiple.
- Casi analoghi a Macerata e altre zone d’Italia coinvolgono spesso soggetti in stato di alterazione o irregolari, con morsi usati come “arma” di resistenza.
Questi fatti evidenziano vulnerabilità: i Carabinieri intervengono spesso da soli o in coppia, esposti a reazioni imprevedibili.
Le Conseguenze Penali per Morso al Carabiniere
Il morso al Carabiniere integra reati gravi:
- Resistenza a pubblico ufficiale (fino a 6 anni di reclusione).
- Lesioni personali (da 3 mesi a 3 anni; aggravate se verso pubblico ufficiale, con aumento di un terzo).
- Se le lesioni diventano gravi (prognosi >20 giorni, deformità, pericolo di vita), pene da 3 a 7 anni o più.
La Cassazione considera il morso “mezzo insidioso” (sent. 2023), aggravante per crudeltà. In casi analoghi (es. orecchio staccato a Sulmona 2024), condanne hanno raggiunto 5 anni e oltre.
Reazioni e Impatto Sociale
Il SIM Carabinieri e sindacati di polizia denunciano un “clima di impunità” e chiedono pene certe, bodycam obbligatorie e supporto psicologico per i feriti. A Napoli, il fenomeno si intreccia con immigrazione irregolare, dipendenze e disagio mentale: molti aggressori sono senza fissa dimora o in stato di ebbrezza/sostanze.
I residenti di Secondigliano, che hanno chiamato il 112, dimostrano invece fiducia nelle istituzioni: segnalazioni tempestive evitano escalation peggiori.
Prevenzione e Sicurezza: Cosa Fare in Casi Simili
- Chiamare sempre il 112 per molestie o comportamenti anomali.
- Non intervenire personalmente: lasciare spazio alle forze dell’ordine.
- Le pattuglie dovrebbero operare con più unità in zone calde.
Per i militari: addestramento anti-aggressione e uso di strumenti (taser, spray) riducono rischi.
Conclusioni: Morso al Carabiniere, Segnale di Allarme per la Sicurezza Urbana
L’episodio di Secondigliano – con un morso al Carabiniere in petto da parte di un 50enne ghanese – è l’ennesimo capitolo di una cronaca nera che colpisce chi tutela la collettività. In una periferia come quella napoletana, tra degrado e tensioni sociali, serve un impegno maggiore: più controlli, pene esemplari e integrazione reale.
Ogni morso al Carabiniere non è solo una lesione fisica: è un attacco allo Stato e alla convivenza civile. Speriamo che casi come questo spingano a riflessioni concrete per una maggiore sicurezza.
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