Il caso di Vincenzo Cuomo, ex sindaco di Portici, nominato assessore regionale dal presidente della Regione Campania Roberto Fico lo scorso 31 dicembre, approda in Parlamento. Il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia del Senato e della Commissione bilaterale Antimafia, ha rivolto un’interrogazione al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Incompatibile al momento dell’assunzione dell’incarico, tanto da essere formalmente richiamato dalla Prefettura. Autore di una attestazione di compatibilità resa in difformità rispetto allo stato giuridico sussistente. E, in ogni caso, privo dei requisiti richiesti dall’articolo 50 dello Statuto della Regione Campania per poter assumere l’incarico di assessore regionale, e cioè quelli di eleggibilità alla carica di consigliere regionale”, spiega Rastrelli.
“Cuomo, non risulterebbe neppure in possesso dei requisiti di eleggibilità alla carica di consigliere regionale – afferma Rastrelli nel documento – poiché la legge regionale della Campania n. 16 del 2014 prevede che non siano eleggibili alla carica di consigliere regionale i sindaci dei comuni compresi nel territorio regionale, e che tale causa di ineleggibilità venga meno solo quando le funzioni esercitate cessino almeno sessanta giorni prima della data del voto per il rinnovo del Consiglio regionale”.
Di qui l’iniziativa ispettiva del senatore di Fratelli d’Italia volta a chiarire se il decreto di nomina ad assessore regionale di Vincenzo Cuomo sia conforme alla legislazione vigente o se, al contrario, sussistano una o più cause di incompatibilità e ineleggibilità in palese contrasto con quanto dichiarato in sede di autocertificazione. “In uno Stato di diritto – conclude Rastrelli – le regole non sono un dettaglio e non possono essere piegate alle esigenze della politica. Chi governa una Regione ha il dovere di essere il primo a rispettarle. Su questo non faremo mai sconti a nessuno”.

