Commissione d’accesso a Castellammare… città in apprensione
La nomina della Commissione d’accesso presso il Comune di Castellammare di Stabia ha aperto una fase delicata per la città, alimentando interrogativi sul piano istituzionale, politico ed economico. Sul tema intervengono l’Ascom, attraverso il presidente Johnny De Meo, e Gino Fiorenza, chiamati a rispondere a quattro domande centrali sul significato e sulle possibili conseguenze del provvedimento.
Le risposte dell’ASCOM – Presidente Johnny De Meo
Cosa pensa dell’invio della Commissione di accesso a Castellammare da parte del prefetto?
L’Ascom accoglie con rispetto l’iniziativa delle istituzioni. Come associazione apolitica e apartitica, il nostro unico interesse è la tutela delle imprese e dello sviluppo economico del territorio. Senza legalità non può esserci libera impresa né concorrenza leale. Ogni verifica utile a fare chiarezza è quindi uno strumento di garanzia per la città.
Fulmine a ciel sereno o atto dovuto?
Il provvedimento va letto come un atto istituzionale che rientra nei poteri dello Stato. Non deve essere interpretato come una condanna anticipata, ma come un passaggio di controllo necessario a fugare qualsiasi dubbio e a ristabilire un clima di fiducia.
Si poteva evitare con le dimissioni del Sindaco?
Le dimissioni non sono automaticamente una soluzione. La trasparenza si costruisce attraverso gli atti e le verifiche, non con gesti simbolici. È giusto consentire agli organi competenti di svolgere il proprio lavoro in modo sereno e completo.
È possibile un nuovo commissariamento per camorra a meno di due anni dalle elezioni?
È uno scenario che preoccupa il mondo produttivo. Castellammare non può permettersi instabilità continue. Per questo auspichiamo che gli accertamenti si concludano in tempi rapidi, evitando strumentalizzazioni e restituendo certezze alle imprese e ai cittadini.
Commissione d’accesso a Castellammare…
La posizione di Gino Fiorenza, capogruppo della Lista Vicinanza Sindaco
Cosa pensa dell’invio della Commissione di accesso a Castellammare da parte del prefetto?
Ben venga la Commissione. Se deve servire a fare pulizia, è giusto che lo faccia fino in fondo e in modo radicale. Le verifiche non devono spaventare chi ha agito correttamente.
Fulmine a ciel sereno o atto dovuto?
Era prevedibile. Il contesto lasciava immaginare che prima o poi si sarebbe arrivati a un controllo approfondito. Meglio affrontarlo ora che trascinare dubbi e sospetti nel tempo.
Si poteva evitare con le dimissioni del Sindaco?
Non credo alle scorciatoie, men che meno in politica. Le dimissioni non cancellano i problemi. Basta osservare come sono state gestite alcune partite delicate, come la richiesta dei fondi PNRR, per capire che serve molto di più di un passo indietro formale.
È possibile un nuovo commissariamento per camorra a meno di due anni dalle elezioni?
È un’ipotesi che fa paura perché rischia di allontanare ulteriormente gli stabiesi dalla politica. Ma se bisogna dimostrare che la città è sana, allora le prove non devono spaventare. L’importante è che la pulizia sia vera e che Castellammare possa ritrovare fiducia e partecipazione.

