Nocera, la nuova opposizione che mette in crisi tutti

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di Giorgia Valentini

C’è un nuovo attore sulla scena politica nocerina e non arriva in punta di piedi, si chiama “Civiche in Rete”, nasce in Consiglio comunale e si presenta subito per quello che è, cioè un progetto di opposizione, almeno per ora, ma con ambizioni che vanno ben oltre la semplice testimonianza.

A fondare il gruppo sono Giovanni D’Alessandro, Antonio Iannello e Antonio Romano, tre consiglieri che decidono di uscire allo scoperto e costruire un gruppo consiliare autonomo, ufficialmente denominato “Progetto Civico, Civiche in Rete”, con Iannello capogruppo; Un passaggio che appare formale, ma che in realtà è politicamente pesante, perché dietro non c’è solo una sigla ma c’è la benedizione politica di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e soprattutto il riferimento regionale di Giovanni Cuofano, forte del recente successo alle regionali.

Un asse che parte da Napoli e arriva nell’Agro, con una nota di colore che non sfugge ai più attenti, perché i tre consiglieri nocerini, in passato, avevano fatto apertamente il tifo per D’Acunzi nella sfida contro Bisogno, e oggi si ritrovano sotto un’altra bandiera. La politica, si sa, è l’arte del movimento continuo e qui nasce la prima vera domanda: ma il famoso “campo largo” vale solo a Napoli o anche a Nocera Inferiore? Perché se il modello progressista si compatta nel capoluogo, a Nocera sembra andare in ordine sparso, tra nuove aggregazioni civiche e vecchi equilibri che scricchiolano sotto il peso delle ambiguità.

Il progetto politico-amministrativo di “Nocera al Centro”, nato nel 2022, aderisce oggi a “Civiche in Rete” e viene definito consolidamento, resta nell’area del centrosinistra, ma in alternativa a quello che amministra la città; una formula elegante per dire che si resta all’opposizione non per inerzia, ma per costruire una coalizione alternativa all’attuale esecutivo.Il vero cortocircuito politico, però, riguarda Antonio Romano, l’ex candidato sindaco aveva ottenuto l’appoggio, neanche troppo mascherato, di Fratelli d’Italia in versione nocerina, portando in consiglio comunale Giordano e Odoroso, oggi Romano è dentro un progetto civico che guarda a sinistra, lasciando di fatto spiazzata la destra che lo aveva sostenuto, una virata che non passa inosservata e che riapre più di una ferita, soprattutto tra chi aveva investito su di lui come alternativa “moderata” al centrosinistra.Nel frattempo D’Acunzi resta fermo, non si schiera, non attacca, non benedice e protegge il fratello, osserva e aspetta, come se il vero giudizio dovesse arrivare più avanti, magari al ritorno di qualche vecchio protagonista; sul piano programmatico, però, Civiche in Rete non si limita agli slogan.

Il gruppo individua una lista precisa di priorità che va dalla pulizia urbana e gestione della Multiservizi, alla riqualificazione di Monte Vescovado e delle periferie, fino alla sanità territoriale e al completamento dell’area industriale di Casarzano, insomma un’agenda concreta, quasi tecnica, che punta a intercettare il malcontento diffuso più che a rincorrere bandiere ideologiche.Il messaggio politico è chiaro “vogliamo coinvolgere i cittadini, riportarli dentro la politica e fare di Nocera Inferiore un modello virtuoso per tutto l’Agro”.

Parole alte, come sempre, e ormai fin troppo familiari, ma la vera notizia, però, non è quello che Civiche in Rete promette, ma quello che costringe gli altri a fare.Perché da oggi nessuno può più far finta di niente, il centrosinistra nocerino non è più un blocco compatto, la destra ha perso un alleato pesante e l’amministrazione in carica si ritrova con un’opposizione che non nasce per protestare, ma per posizionarsi, e civiche in Rete non è (solo) un gruppo consiliare ma un segnale politico preciso, in cui le vecchie mappe non funzionano più, i ruoli si rimescolano e chi non si muove rischia di restare fermo mentre gli altri ridisegnano il campo.A Nocera Inferiore la partita vera non è più “chi governa oggi”, ma chi sta costruendo la squadra e il potere di domani e questa volta, a differenza di tante sigle nate e morte in silenzio, qualcuno ha iniziato a muovere i pezzi con metodo, non per fare rumore, ma per prendere spazio.